Fine anno: tempo di bilanci e speranze

Mancano ormai pochissimi giorni alla fine del 2016 e fervono un po’ ovunque i preparativi per i festeggiamenti per accogliere al meglio il 2017. E, come ogni fine anno che si rispetti, si tirano le somme dell’anno che sta per concludersi e si fanno progetti, si formulano propositi, si esprimono desideri per quello che sta per iniziare.

Andiamo con ordine e partiamo dai bilanci, ovviamente sempre dal punto di vista dell’accessibilità e della cultura della disabilità in generale. Che anno è stato, questo 2016? Un anno in chiaro-scuro, con qualche luce e ancora troppe ombre. Tra le prime, per esempio, l’approvazione della legge sul “dopo di noi, pur con tutti i suoi limiti, l’incremento (anche in Italia) delle iniziative di turismo accessibile e, sui media, maggiore attenzione all’accessibilità del webspot, film e serie TV che restituiscono una visione nuova della disabilità, più attenta alla dignità personale che alla malattia in sé, senza dimenticare il grande successo delle Paralimpiadi di Rio. E, last but not least, permettetemi un riferimento più “personale”: in questo 2016, ho lanciato, finalmente, questo progetto che, pur con pochi mesi di vita all’attivo, mi ha già permesso di conoscere realtà, persone e progetti che vogliono davvero, se non rivoluzionare, almeno migliorare la vita delle persone con disabilità.

nuovo anno

Ma, dicevamo, in questa fine anno, non possiamo non vedere le tante ombre che ancora offuscano il cielo sopra alle persone con disabilità: il lavoro che, nonostante le leggi e gli incentivi, continua ad essere un tasto dolente, le barriere architettoniche e culturali che ancora condizionano eccessivamente la vita di chi fa i conti con la disabilità, anche sul piano relazionale.

Apriamo, quindi, il capitolo “Propositi e desideri per il 2017“: cosa mi auguro, per questo nuovo anno, per me e per tutti coloro che convivono con una disabilità, motoria, sensoriale o intellettiva che sia? Ecco la mia personalissima “lista dei desideri“:

  1. Città e paesi più accessibili e attenti alle esigenze di tutti, non solo in occasione di “eventi speciali”, e non solo in Italia o all’estero
  2. Maggiori opportunità di lavoro qualificato per le persone con disabilità, senza pregiudizi su capacità, competenze e produttività
  3. Una società più aperta all’inclusione delle persone con disabilità, in ogni ambito, non escluso quello affettivo e relazionale in genere, perché anche noi persone con disabilità usciamo, ci divertiamo, c’innamoriamo (e non necessariamente e non solo “tra di noi”)!

Affinché si realizzino, però, non è sufficiente l’azione dei singoli: dovremo tutti “fare sistema“, lavorare insieme per esigere ciò che ci spetta di diritto, senza accontentarci di riceverlo “per gentile concessione”. Perché è sicuramente importante pensare a come aiutare le persone con disabilità non autosufficienti che non possano contare sul sostegno dei familiari, ma non lo è meno mettere in atto accorgimenti e misure che migliorino l’autonomia e salvaguardino la dignità personale di chi vive con una disabilità.

E i vostri, di desideri, per il nuovo anno, quali sono? Vi va di condividerli nei commenti?

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