Come reagire agli haters? L’esempio di Bebe Vio

Sono rimasta, un po’ come tutti, molto colpita da quanto accaduto in questi giorni a Bebe Vio, la giovane atleta paralimpica campionessa di scherma in pedana e di simpatia fuori. La ragazza, dopo le medaglie alle Paralimpiadi di Rio, è stata protagonista di sfilate, eventi mondani e di rilevanza internazionale (chi non ricorda il selfie con l’ex presidente USA?), conquistando tutti con la sua carica irresistibile di energia ed ottimismo. Oddio… In realtà, quasi tutti. Almeno, stando agli insulti violenti (in molti casi, anche a sfondo sessuale) che le sono stati rivolti su una pagina Facebook che, dopo la sua denuncia, è stata chiusa.

cyberbullismo - Bebe Vio

Eviterò di entrare nel merito degli insulti, che sono sempre sgradevoli e da condannare chiunque ne sia oggetto, a prescindere dal fatto che (come nel caso di Bebe Vio) si tratti di una giovane donna, per di più con una disabilità. Quella che mi preme sottolineare, invece, è la risposta che Bebe ha dato, dimostrando ancora una volta (se mai ve ne fosse bisogno) di essere veramente una ragazza “con una marcia in più”: non si è limitata, come purtroppo accade spesso alle vittime di cyberbullismo, ad incassare e chiudersi in se stessa, versando lacrime di rabbia ed umiliazione. Al contrario, ha alzato la testa, denunciando l’accaduto e rispondendo nel suo personalissimo stile. Durante il programma di SkyUno “E Poi C’è Cattelan“, del quale era ospite, lei e il conduttore, Alessandro Cattelan, hanno mandato agli “haters” un messaggio forte e chiaro, per quanto in chiave ironica, con l’efficacissima “campagna per l’asociale#DonaUnNeurone:

In casi come questo, indipendentemente dal fatto di essere famosi o meno, la colpa non è mai di chi è oggetto degli attacchi degli “haters da tastiera”. Non sono le vittime (più o meno disabili) ad avere un problema, ma proprio loro, gli “haters”. Nel caso di Bebe Vio, probabilmente, a qualcuno dà fastidio che una ragazza, anziché starsene in disparte a condurre una vita da malata, piangendo sulla propria triste sorte, si mostri sempre sorridente, piena di vitalità, mietendo successi nello sport e raccogliendo consensi ovunque. Insomma, facendo una vita che, probabilmente, quegli “haters” possono solo sognare. Ma come si permette di sbatteregli in faccia la loro pochezza? Lei, che dovrebbe solo essere compatita? Debbono fargliela pagare e lo fanno nell’unico modo in cui possono: vomitando odio sul web!

Ancora una volta, Bebe Vio dimostra, nonostante la giovane età, una forza non comune, denunciando e facendosi megafono di quanti vivono le stesse esperienze senza poter contare sulla sua visibilità. Parlare, denunciare sempre: quelli “sbagliati” sono i carnefici, non le vittime!

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