Taxi accessibili a tutti in UK da aprile per legge

State pensando di andare a Londra, magari per un weekend o un ponte, nei prossimi mesi? È in arrivo un’importante novità, in materia di accessibilità per tutti e, in particolare, per coloro che utilizzano la sedia a rotelle: il 6 aprile 2017 entrerà in vigore una norma, annunciata il mese scorso dal Ministro dei Trasporti Andrew Jones, che garantisce libero accesso ai taxi a tutti, comprese le persone su sedia a rotelle, fino ad oggi costrette a richiedere taxi specificamente attrezzati per accoglierli, con i relativi costi aggiuntivi rispetto al normale prezzo di una corsa. I tassisti che non rispetteranno questa norma e rifiuteranno di far salire a bordo viaggiatori su sedia a rotelle, applicheranno una tariffa maggiorata o non daranno ai passeggeri un’assistenza adeguata subiranno sanzioni severissime: multe fino a 1000 £ e la sospensione o, addirittura, la revoca della licenza.

Taxi Londra

Si tratta di una novità non da poco, che riguarderà tutto il Regno Unito, dove i taxi rappresentano non solo una vera e propria istituzione, ma anche un mezzo di trasporto economicamente conveniente (soprattutto se paragoniamo le tariffe a quelle di casa nostra…), grazie alla concorrenza tra le varie compagnie che erogano il servizio. Ma è anche un ulteriore segnale di attenzione all’accessibilità e alle pari opportunità, per quanto riguarda l’accesso ai mezzi di trasporto pubblici, in un Paese che è già molto avanti in quest’ambito.

Il senso profondo di questa norma traspare chiaramente dalle parole del Ministro Jones, al momento dell’annuncio:

“Vogliamo creare un Paese che sia per tutti, incluse le persone con disabilità, alle quali bisogna garantire il medesimo accesso ai servizi e le stesse opportunità di chiunque altro, anche quando si tratta di viaggiare. Coloro che utilizzano le sedie a rotelle usano molto spesso taxi e vetture a noleggio e questa modifica alla legge si tradurrà in un trattamento più giusto ed equo per tutti”. 

Speriamo che non resti un caso isolato e che altri Paesi seguano l’esempio del Regno Unito!

 

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