Accessibilità degli eventi musicali: la tesi di Alice

Alice Cerafogli Mesi fa, casualmente, mentre navigavo in rete, mi sono imbattuta nel questionario di una laureanda che raccoglieva informazioni su un tema che mi sta molto a cuore: l’accessibilità degli eventi musicali alle persone con disabilità di vario tipo. Ovviamente, ho risposto al questionario e invitato anche chi segue Move@bility sui social a farlo, convinta come sono del fatto che la piena inclusione delle persone con disabilità nel contesto sociale passi anche attraverso le occasioni di svago. Quella laureanda è Alice Cerafogli, 25 anni, che tra pochi giorni discuterà la propria tesi di laurea  con specializzazione in Performing Arts Management and Entertainment all’Università Bocconi di Milano. Dalla risposta a quel questionario è nata una corrispondenza, tra me e Alice, visto l’interesse comune. E, oggi che lei ha portato a termine la propria ricerca, eccoci qui a condividerla con i lettori di Move@bility.

Ciao Alice, come hai scelto di dedicare la tua tesi di laurea al tema dell’accessibilità degli eventi musicali alle persone con disabilità?

Ciao! Ho sempre desiderato lavorare nell’ambito dell’industria musicale e nell’organizzazione di concerti, perciò ho scelto questo percorso di studi. Durante l’università, mi è capitato di avvicinarmi al tema dell’accessibilità e, in particolare, di studiare l’argomento del turismo accessibile grazie a un corso seguito mentre ero in scambio in Australia presso la University of Technology of Sydney (UTS). Mi ha molto colpito il numero di iniziative promosse per i turisti con disabilità e, tornata in Italia, mi sono chiesta quale fosse la situazione del nostro Paese e se fosse possibile prendere spunto dall’esempio australiano. Data la mia grande passione per la musica dal vivo, ho scelto poi di approfondire il tema dell’accessibilità dei concerti.

Come hai strutturato l’analisi per la tua tesi di laurea sull’accessibilità degli eventi musicali?

Oltre a diffondere il questionario online, al quale hanno risposto molti siti ed associazioni di persone con disabilità, ho intervistato alcuni rappresentanti di queste associazioni e d’importanti aziende che organizzano eventi musicali su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo era quello di avere un quadro il più completo e fedele possibile alla realtà.

accessibilità degli eventi musicali

Secondo te, alla luce dei risultati della tua analisi, qual è l’ostacolo principale col quale debbono fare i conti le persone con disabilità che vogliano assistere ad un concerto, in Italia?

In base ai risultati che ho ottenuto tramite la mia ricerca, credo che uno dei problemi principali da affrontare per persone con disabilità che vogliano assistere ad un concerto sia il reperire tutte le informazioni di cui hanno bisogno per avere accesso ai biglietti e essere “preparati” a ciò che li aspetta la sera dello spettacolo. Spesso, gli organizzatori utilizzano procedure simili ma non del tutto uguali per garantire l’accessibilità degli eventi musicali e ogni venue ha caratteristiche diverse che possono far variare le procedure di prenotazione, ritiro biglietti, assegnazione dei posti e così via. Credo che stabilire regole standard, valide su tutto il territorio nazionale, e rendere le comunicazioni ufficiali chiare ed esaustive potrebbe aiutare non solo il pubblico con disabilità e gli accompagnatori ma anche gli organizzatori stessi a gestire al meglio e in modo più efficiente tutti gli spettatori e l’evento nel suo complesso.

Nella tua analisi, dici che, oltre agli organizzatori, a “dettare le regole”, di volta in volta, sono anche le location che ospitano gli eventi musicali. Nella mia personale esperienza di persona con disabilità motoria (per quanto deambulante) che ama assistere sia a concerti che ad eventi sportivi live (generalmente, a Milano e dintorni, quindi in una situazione, tutto sommato, privilegiata, rispetto ad altre aree dell’Italia), mi è capitato più volte, pur avendo seguito tutta la trafila indicata di volta in volta dagli organizzatori dell’evento che m’interessava, di avere brutte sorprese arrivando in loco: posti riassegnati ad altri spettatori (paganti e non disabili, nell’area teoricamente riservata…), posti assegnati in settori non raggiunti dall’ascensore o, comunque, ben lontani dal palco o dal campo (in caso di evento sportivo), parcheggio nei pressi del luogo dell’evento non garantito (con ovvie difficoltà per chi, come me, non può fare chilometri a piedi, anche se cammina)…e la lista potrebbe continuare ancora a lungo. In alcuni casi, parlando direttamente con la società organizzatrice dell’evento specifico, sono riuscita, alla fine, a risolvere il problema. Ma non è sempre accaduto. Con ovvie ricadute negative, non solo fisiche, ma anche psicologiche e serate rovinate per me e per l’accompagnatore di turno… Cosa suggeriresti di fare per “sensibilizzare” maggiormente anche le strutture che ospitano gli eventi? 

Il problema principale di tante strutture è che spesso ospitano eventi di diverso tipo. Ad esempio, stadi e palazzetti progettati per eventi sportivi, devono “cambiare volto” in caso di concerti e rivisitare i propri spazi. Questo può facilmente generare problemi, ma non è corretto che le esigenze degli spettatori con disabilità non vengano rispettate in ogni momento. Sicuramente potrebbe aiutare una maggiore sensibilizzazione del personale stabile o di staff ingaggiato appositamente per la gestione di grandi eventi. Ad esempio, associazioni e volontari potrebbero integrare l’organico di certe strutture e fornire una formazione basilare su come gestire il pubblico con disabilità. Spesso, anche solo piccoli accorgimenti possono fare la differenza, e un personale più consapevole e attento può anticipare le necessità del pubblico e gestire correttamente situazioni particolari.

Secondo te, sarà possibile, in un futuro non troppo lontano, garantire un’esperienza accettabile (che includa, magari, anche la possibilità di vivere il concerto insieme ad un gruppo di amici o in mezzo agli altri spettatori, anziché in aree riservate) a tutti coloro che hanno una qualsiasi disabilità (motoria, sensoriale, psichica) e che vogliano assistere ad un evento musicale?

Il tema dell’area riservata a persone con disabilità mi ha colpito molto perché, in base ai dati da me raccolti, rappresenta un considerevole motivo di scontro tra pubblico con disabilità e organizzatori. Da un lato, credo che tutti gli spettatori dovrebbero poter scegliere dove assistere al concerto e con quante e quali persone desiderano. Tuttavia, capisco l’obbligo degli organizzatori di garantire la sicurezza di tutto il pubblico in caso di emergenza e, dunque, la necessità di richiedere che gli spettatori con disabilità assistano allo spettacolo da un’area a loro riservata e controllata. Credo che la sicurezza debba avere la priorità su tutto, ma mi piacerebbe che ci fossero più posti riservati a persone con disabilità e ai loro accompagnatori, magari non in una sola area, ma in diversi settori (almeno per quanto riguarda le venue più grandi, in cui i posti riservati sono davvero limitati in confronto alla domanda effettiva di biglietti).

Non posso che concordare con te! Cosa sarebbe necessario, anche a livello culturale, per raggiungere questo risultato? 

Un grosso intoppo organizzativo all’accessibilità degli eventi musicali è l’interesse economico. Tuttavia, quello che ho scoperto durante le mie ricerche è che tante persone con disabilità sono disposte a pagare un prezzo equo in cambio di esperienze accessibili e vorrebbero che la gratuità fosse riservata solo all’accompagnatore. Credo che iniziare a considerare le persone con disabilità come un segmento di mercato potrebbe portare allo sviluppo di iniziative interessanti e in generale migliorare gli standard di accessibilità di spazi e servizi. Ovviamente, si potrebbero immaginare tante iniziative finanziabili da parte dello Stato per la sensibilizzazione verso il tema dell’accessibilità, ma io tendo sempre a ragionare dal “mio” punto di vista e, quindi, quello di aziende e operatori di servizi.

Da comunicatrice per professione, mi piace molto la tua idea di una campagna istituzionale che sensibilizzi sull’accessibilità degli eventi musicali: come la immagini?

Sarebbe molto bello se alcuni artisti volessero diventare testimonial di una campagna per sensibilizzare gli operatori del settore, ma anche il resto del pubblico, sulle difficoltà a cui devono far fronte spettatori disabili e accompagnatori. Vari studi, che ho esaminato per la mia tesi, dimostrano anche che avere la possibilità di svagarsi, dedicandosi alle proprie passioni senza troppe preoccupazioni, influisce positivamente sullo stato di salute complessivo, oltre a rendere più facile l’inserimento delle persone con disabilità nella società. In fondo, anche il divertimento fa parte della vita!

Grazie mille, Alice, per la tua tesi sull’accessibilità degli eventi musicali e per questa chiacchierata e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri! 

Grazie a te e un saluto a tutti gli amici di Move@bility!

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