Campus Party: digitale, innovazione e diversità

Il 27 luglio scorso, ho avuto il piacere e l’onore di partecipare in veste di speaker alla Job Factory organizzata da HRC Digital Generation nell’ambito della terza edizione italiana di Campus Party, un evento globale incentrato su innovazione e creatività e rivolto, principalmente, a giovani, community, università, aziende e istituzioni che, per giorni, hanno la possibilità di confrontarsi e costruire insieme il futuro, utilizzando la tecnologia come strumento per cambiare il domani, in maniera consapevole e responsabile. Il tema dell’edizione 2019, che si è svolta a Milano dal 24 al 27 luglio, è stato “Diventa Div3rso” : qui sotto, una delle immagini utilizzate sui social per pubblicizzare l’evento.

Campus Party 2019 - Frida Kahlo

Quale migliore occasione, quindi, per presentare “ufficialmente” Move@bility, parlando in particolare di inclusione lavorativa e, quindi, sociale delle persone con disabilità? Qui sotto, potete vedere la registrazione video del mio intervento, col quale, tra l’altro, inauguro anche il canale YouTube di Move@bility.

È stato davvero emozionante ed arricchente poter incontrare a Campus Party un pubblico di giovani interessati, che hanno ascoltato con attenzione il mio intervento e condiviso il proprio punto di vista su un tema centrale, ma ancora spesso trascurato anche quando si parla di diversity. Spero di essere riuscita a trasmettere loro l’idea che, poi, è alla base anche di Move@bility: al di là delle rispettive diversità e specificità, siamo tutti persone e, come tali, abbiamo la stessa dignità, gli stessi diritti e, ovviamente, gli stessi doveri. E non solo in ambito lavorativo.

Curiosi di vedere per intero la presentazione che ho condiviso in occasione di Campus Party? Eccovi accontentati! 🙂

Spero di avere altre occasioni per confrontarmi su questi temi con un pubblico “misto”, non necessariamente costituito da persone direttamente interessate. Perché credo che una vera “cultura della disabilità” possa affermarsi solo coinvolgendo la società nel suo complesso, non limitandosi a guardare al proprio “orticello”. Voi che ne pensate?

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