LEA 2017: ecco le novità per i disabili

La settimana scorsa, dopo 15 anni di attesa, sono stati approvati, attraverso un provvedimento firmato dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni,  i nuovi LEA (Livelli Essenziali d’Assistenza), vale a dire l’elenco aggiornato di tutte le prestazioni, servizi e attività che i cittadini hanno diritto a ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), allo scopo di garantire uniformità di trattamento, a tutti e su tutto il territorio nazionale.

LEA - ospedale

L’elenco dei LEA appena approvato include varie aggiunte alle prestazioni erogate dal SSN, in forma totalmente gratuita o pagando un ticket, tra le quali le vaccinazioni contro varie forme di meningococco, pneumococco e HPV e la procreazione medicalmente assistita eterologa. Modificato anche l’elenco delle malattie rare e di quelle croniche, con patologie come la celiachia che passano dal primo al secondo gruppo.

LEA - autismoI LEA appena approvati presentano novità anche per le persone con disabilità. Sta facendo discutere non poco il fatto che la sindrome di Down, fino ad oggi considerata “malattia rara” (cosa che determina l’esenzione totale dal pagamento del ticket per tutte le prestazioni sanitarie inerenti alla patologia) passa ora tra le “malattie croniche”, con la conseguenza immediata di restringere solo a chi ha avuto riconosciuta un’invalidità del 100% l’esenzione totale. Novità anche per le persone affette da autismo: accesso a cure più avanzate, maggiore impegno per l’inserimento e l’integrazione del bambino affetto da autismo nella vita sociale, attraverso un raccordo più forte tra assistenza sanitaria, scuola e famiglia.

Ma non è finita. I nuovi LEA ridefiniscono anche il nomenclatore protesico, vale a dire le protesi e gli ausili prescrivibili a carico (in tutto o in parte) del SSN per facilitare la vita delle persone con disabilità di vario tipo. Potranno essere prescritti, per esempio:

LEA - assistenza

  • ausili informatici e di comunicazione (inclusi i comunicatori oculari e le tastiere adattate per persone con gravissime disabilità);
  • apparecchi acustici a tecnologia digitale, attrezzature domotiche e sensori di comando e controllo per ambienti (allarme e telesoccorso);
  • posaterie e suppellettili adattati per le disabilità motorie, barella adattata per la doccia, scooter a quattro ruote, carrozzine con sistema di verticalizzazione, carrozzine per grandi e complesse disabilità, sollevatori fissi e per vasca da bagno, maniglioni e braccioli per il bagno, carrelli servoscala per interni;
  • arti artificiali a tecnologia avanzata e sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo.

Si parla già di una revisione dei LEA nelle prossime settimane: staremo a vedere!

Contrassegno disabili: cos’è e come ottenerlo

Spostarsi quotidianamente utilizzando l’automobile è sicuramente comodo, soprattutto se si ha qualche problema di mobilità, ma come la mettiamo col parcheggio? Esistono ormai ovunque parcheggi riservati alle persone con disabilità, generalmente (a parte qualche eccezione…) collocati in aree prive di barriere architettoniche, per consentire alle persone (o a chi le aiuta, nel caso di soggetti che necessitano di assistenza) di salire e scendere comodamente dalla vettura. Ma come usufruirne e far valere il proprio diritto, in barba ai tanti “furbetti” (o “distratti”?) che non si avvedono dell’apposito simbolo distintivo? La risposta è il contrassegno disabili, che, come previsto dal Codice della Strada, se apposto sul parabrezza dell’auto della persona disabile, dà diritto ad usufruire delle aree di sosta riservate.

auto con contrassegno disabili

CHI PUò richiederlo?

Possono richiedere il contrassegno disabili:

  • Persone con disabilità permanente, riconosciute «persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta»
  • Persone non vedenti
  • Persone con disabilità temporanea: per soggetti affetti da deambulazione ridotta o impedita circoscritta ai tempi di guarigione. In questo caso, il pass avrà una durata limitata a quella indicata dalla certificazione medica attestante il periodo di durata dell’invalidità.

Per richiedere il contrassegno, non è necessario né possedere un’auto né avere la patente: la persona con disabilità può richiederlo ed utilizzarlo su qualunque mezzo destinato alla propria mobilità, a patto di ricordarsi di esibirlo quando si trova a bordo del veicolo stesso. L’esposizione del contrassegno quando il disabile non è a bordo comporta, invece, una sanzione. In ogni caso, va ricordato che il contrassegno non consente la sosta in tutte le aree nelle quali questa è normalmente vietata.

come richiedere il contrassegno disabili?

Il contrassegno disabili va richiesto tramite apposita domanda al proprio Comune di residenza, esibendo, se se ne è già in possesso, la documentazione che attesta la disabilità. Nel caso in cui la disabilità non sia ancora stata certificata o in caso di disabilità temporanea, prima di poter presentare la domanda, è necessario che un’apposita commissione medica accerti le  difficoltà motorie o visive del soggetto richiedente. Il contrassegno disabili è, normalmente, gratuito: è previsto il pagamento di una piccola quota solo per i contrassegni temporanei.

QUANTO DURA E COME RINNOVARLO?

In genere, il contrassegno disabili dura 5 anni. In caso di disabilità temporanea, invece, la durata è limitata al persistere della disabilità e, in ogni caso, non può essere superiore ai 5 anni.

Per rinnovarlo, tre mesi prima della scadenza del contrassegno esistente, bisogna presentare richiesta di rinnovo, dimostrando il persistere del diritto allo stesso con apposita certificazione.

contrassegno disabili europeo

IL contrassegno disabili europeo

Fino al 15 settembre 2012, il contrassegno disabili era di colore arancione. A partire da quella data, invece, è entrato in vigore il nuovo contrassegno europeo: restano immutate modalità di richiesta e validità. In più, è possibile utilizzare il contrassegno non solo nel proprio Paese, ma in tutta l’Unione Europea, proprio per consentire anche ai cittadini con disabilità di muoversi liberamente all’interno della UE. Inoltre, in vari Paesi, sono previste specifiche agevolazioni per i disabili, delle quali si può usufruire anche come turisti, esibendo questo contrassegno.

Per maggiori informazioni sulle modalità di richiesta del contrassegno, potete fare riferimento al vostro Comune di residenza.

 

Università e studenti con disabilità: le agevolazioni

La scelta dell’università rappresenta una tappa importante nella vita dei giovani, alla quale, spesso, si arriva dopo lunghe riflessioni e valutazioni. Ciò vale a maggior ragione per gli aspiranti universitari che debbono fare i conti con disabilità di vario tipo. Nel loro caso, oltre al percorso di studi e alle prospettive occupazionali, è d’obbligo valutare anche l’accessibilità dell’ateneo  e della città scelti (in fondo, non si vive di solo studio, soprattutto da giovani, no?) e, a seconda dei casi, la disponibilità di servizi di assistenza di vario tipo a favore degli studenti con disabilità.

università - ragazza

La normativa attualmente in vigore (e, in particolare, la legge 17/1999) garantisce il diritto allo studio di tutti gli studenti, disabili e non, non solo durante la scuola dell’obbligo, ma anche per tutto il percorso universitario. A tale scopo, tutte le università, ormai, mettono a disposizione dei propri studenti con disabilità o con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) servizi di assistenza, didattica e non, per consentire anche agli studenti con disabilità di vivere a pieno l’esperienza universitaria, riducendo al minimo i disagi. Oltre all’assistenza didattica ed amministrativa, molti atenei offrono servizi di trasporto dedicati e accompagnamento da parte di volontari selezionati ed appositamente formati alle principali stazioni ferroviarie o sui mezzi pubblici e, in molti casi, buoni taxi.

Se avete bisogno di questo tipo di servizi, prima d’iscrivervi all’università, accertatevi che l’ateneo da voi scelto li eroghi ed informatevi bene sulle modalità e le tempistiche di richiesta ed erogazione, contattando l’Ufficio Disabilità dell’ateneo: eviterete spiacevoli sorprese in seguito. Inoltre, se avete una disabilità motoria o sensoriale, è fortemente consigliabile un bel “giro di ricognizione” dei locali dell’università, delle aule e di tutte le sedi e gli uffici in cui potreste dovervi recare durante il vostro percorso di studi.

università - ragazzo

Inoltre, tenete presente che la maggior parte delle università italiane prevede una tassazione fortemente ridotta (quando non la totale gratuità) per gli studenti con disabilità, nonché borse di studio dedicate (e destinate agli studenti particolarmente meritevoli) e la precedenza nell’assegnazione degli alloggi in convitti, case dello studente e altre residenze convenzionate con l’ateneo. Per usufruirne, al momento dell’immatricolazione, dovrete presentare il vostro certificato d’invalidità e la documentazione ISEE (se l’agevolazione è legata al reddito).

Tutto chiaro? Allora, buona scelta e buono studio!

Web accessibile: la nuova direttiva UE

Oggigiorno, Internet ha un ruolo centrale nella vita di ciascuno di noi. Informazioni, acquisti, pratiche burocratiche, lavoro, interazioni sociali, film e serie televisive, musica: sono tantissime le cose per le quali utilizziamo il web, con risparmio di tempo, soldi ed energie. Per questa ragione, è essenziale investire  seriamente su un web accessibile.

web accessibile

Il diritto ad Internet sta entrando a far parte delle carte costituzionali di molti Paesi e, negli anni scorsi, un percorso in questa direzione è stato intrapreso anche in Italia, giungendo alla definizione della “Dichiarazione dei Diritti in Internet“, documento nel quale si legge, tra l’altro:

L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale. Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Abbiamo parlato anche qui di iniziative volte a garantire un web accessibile a tutti gli utenti. Pochi giorni fa, il Parlamento Europeo ha approvato, a larghissima maggioranza, la “Direttiva sull’accessibilità del web“, una norma che, nello specifico, mira a consentire a tutti, incluse persone anziane e con forme di disabilità, di accedere facilmente al web, con particolare attenzione ai siti della pubblica amministrazione.

La direttiva si applica, in particolare, ai siti web e alle app per dispositivi mobili di: amministrazioni pubbliche, tribunali, dipartimenti di polizia, ospedali pubblici, università e biblioteche. Questi enti saranno tenuti a fornire e aggiornare regolarmente una “dichiarazione di accessibilità particolareggiata” sulla conformità alla direttiva dei loro siti web e applicazioni mobili, includendo una spiegazione su quelle parti di contenuto non accessibili e motivandone le ragioni. Inoltre, gli utenti dovranno avere la possibilità, attraverso un meccanismo di feedback, di segnalare eventuali problemi e richiedere informazioni sui contenuti non accessibili.

Una misura sempre più necessaria, considerato che, ad oggi, nella UE ci sono circa 80 milioni di persone con una qualche forma di disabilità o difficoltà ad accesso al web. La direttiva entrerà in vigore entro 20 giorni dall’approvazione e gli Stati membri avranno, da allora, 21 mesi di tempo per adeguarsi. Trascorso quest’arco di tempo, entro un anno, tutti i nuovi siti web delle amministrazioni pubbliche messi online nella UE dovranno essere accessibili. Per i siti già esistenti, ciò dovrà avvenire entro due anni, per le app mobili entro 33 mesi.

Tempi non brevi, certo, soprattutto se consideriamo quanto rapidamente si evolve il web. Ma questa direttiva rappresenta comunque un importante passo avanti verso un web accessibile a tutti, frutto dell’impegno in tal senso da parte dell’EDF (European Disability Forum).

Discriminazione verso i disabili: uno strumento per difendersi

Chiunque conviva, direttamente o indirettamente, con una qualsiasi forma di disabilità sa bene con quale frequenza capiti di doversi scontrare con forme di discriminazione più o meno palesi. Non solo per quanto riguarda le onnipresenti barriere architettoniche (che complicano non poco gli spostamenti e, in generale, la quotidianità delle persone con disabilità), ma anche (e soprattutto) a causa di pregiudizi duri a morire, i cui effetti si fanno sentire a scuola, nel lavoro e, in generale, in tutte le occasioni di confronto con gli altri.

Troppo spesso, la persona oggetto di discriminazione -un po’ perché inconsapevole, un po’ perché convinta di non avere a disposizione strumenti per difendersi- accetta con rassegnazione quanto le accade, richiudendosi in se stessa un po’ come accade negli episodi di bullismo. Eppure, gli strumenti per difendersi (anche legali) esistono.

discriminazione handicap

Ne è un esempio il Centro Antidiscriminazione “Franco Bomprezzi di Milano, inaugurato a luglio 2015 da LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) ed intitolato alla memoria di un grande giornalista e scrittore, lui stesso affetto da una grave disabilità, che si è sempre speso in prima persona per il riconoscimento e la tutela dei diritti delle persone con disabilità ed era stato tra i promotori di questo stesso progetto.

L’obiettivo del centro è assistere le persone disabili oggetto di discriminazione offrendo a loro, ai loro familiari o alle organizzazioni che li rappresentano ascolto, informazioni, consulenza e, se necessario, tutela legale. In tal modo, si mira anche a far crescere la consapevolezza delle persone con disabilità, e della collettività tutta, rispetto alle situazioni di discriminazione, sia quelle già sanzionate dalle leggi vigenti che quelle che sarebbe auspicabile che lo fossero.

Nel primo anno d’attività, il centro ha raccolto circa 1300 segnalazioni di episodi di discriminazione, 236 delle quali relative a casi di discriminazione fondata sulla disabilità della persona (come previsto dalla legge 67/2006).

COME USUFRUIRE DEL SERVIZIO anti-discriminazione

Se si è oggetto di discriminazione a causa della propria disabilità o familiari di una persona disabile discriminata o, ancora, se si assiste ad un caso di discriminazione nei confronti di una persona con disabilità, è possibile segnalare l’accaduto al centro telefonando al numero 026570425 (che risponde dal lunedì al giovedì, dalle 9:30 alle 13:00) o inviando una e-mail a antidiscriminazione@ledha.it. Per chiedere semplicemente informazioni sul servizio, invece, si può scrivere a info@ledha.it).

“promuovere, proteggere e garantire il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità e promuovere il rispetto della loro intrinseca dignità” (Articolo 1, Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità)

Siete a conoscenza di iniziative simili anche in altre città o regioni? Segnalatemele e sarò felice di parlarne!

“Io viaggio ovunque”: muoversi in Lombardia

Siete residenti in Lombardia e avete una disabilità o più di 65 anni d’età? Potreste aver diritto ad usufruire di una tariffa agevolata per l’acquisto di “Io viaggio ovunque“, un abbonamento annuale su tessera magnetica, che consente di accedere senza ulteriori costi a tutti i mezzi di trasporto pubblico regionali e locali (compresi treni e metropolitane). Decisamente utile, soprattutto per chi, per lavoro, per studio o per piacere, si sposta quotidianamente o molto spesso.

COSTI E REQUISITI

Se avete una disabilità riconosciuta o un’età superiore ai 65 anni d’età, potreste avere diritto ad acquistare la tessera ad una tariffa particolarmente conveniente (IVOL Agevolata). Ecco i costi delle tre fasce di agevolazione e i requisiti per rientrarvi:

1° FASCIA – € 10,00/anno

  • Invalido/a di guerra e di servizio dalla 1^ alla 5^ categoria
  • Deportato/a nei campi di sterminio nazisti, con invalidità dalla 1^ alla 5^ categoria, oppure con invalidità civile non inferiore al 67%
  • Invalido/a a causa di atti di terrorismo o vittima della criminalità organizzata dalla 1^ alla 5^ categoria o corrispondente percentuale di menomazione della capacità lavorativa
  • Privo/a di vista per cecità totale (art. 2 L. 138/2001)
  • Privo/a di vista per cecità parziale (art. 3 L. 138/2001)
  • Ipovedente grave (art. 4 L. 138/2001)
  • Sordo/a (art. 1 L. 381/1970)
  • Invalido/a civile al 100%
  • Minore invalido ai sensi della normativa vigente
  • Inabile e invalido/a del lavoro con grado di invalidità a partire dall’80% (verbale INAIL)
  • Vittima del dovere con invalidità permanente non inferiore all’80%
  • Profugo/a da territori esteri in seguito a situazioni di carattere generale che hanno determinato lo stato di necessità al rimpatrio, che versa in stato di bisogno (art. 1, n. 4, L. 763/1981)

2° FASCIA – € 80,00/ANNO

  • Invalido/a di guerra e di servizio dalla 6^ alla 8^ categoria, con ISEE fino a 16.500 €
  • Invalido/a per causa di atti di terrorismo o vittima della criminalità organizzata dalla 6^ alla 8^ categoria o corrispondente percentuale di menomazione della capacità lavorativa, con ISEE fino a 16.500 €
  • Invalido/a civile dal 67% al 99%, con ISEE fino a 16.500 €
  • Inabile e invalido/a del lavoro dal 67% al 79%, con ISEE fino a 16.500 €
  • Persona di età superiore ai 65 anni, con ISEE fino a 12.500 €

3° FASCIA – € 699,00/ANNO

  • Persona di età superiore ai 65 anni (senza alcun limite di reddito ISEE)

"Io viaggio ovunque"

come richiederla

La tessera “Io viaggio ovunque” agevolata può essere richiesta in uno dei seguenti modi:

  1. scaricando i moduli dal sito Trasporti Regione Lombardia
  2. utilizzando i moduli cartacei disponibili negli uffici postali della Lombardia o agli sportelli di SpazioRegione presenti nelle varie province
  3. direttamente sul sito internet dedicato, usufruendo, in questo caso, di tempi più brevi per l’esame della documentazione

Se si utilizzano i moduli cartacei, bisogna compilarli in ogni parte, allegare la documentazione richiesta (ad esempio, copia del documento d’identità) e consegnarli o inviarli allo sportello SpazioRegione più vicino.

Se, invece, si opta per la terza opzione, bisogna rispondere alle domande che vengono presentate a schermo (allo scopo d’individuare la fascia di agevolazione corretta) ed inviare direttamente online la domanda (firmata digitalmente se si dispone dell’apposito software o stampata, firmata e scansionata), allegando la scansione del proprio documento d’identità.

tessera IVOLLa richiesta e la documentazione vengono analizzate e, se vengono riconosciuti i requisiti, entro 40 giorni dal ricevimento della domanda, viene spedito per posta al richiedente il bollettino per effettuare il pagamento della quota (da pagare esclusivamente agli sportelli di Poste Italiane). Fatto quello, entro 45 giorni, la tessera viene inviata direttamente al domicilio della persona che l’ha richiesta. Nel frattempo, è possibile viaggiare esibendo la ricevuta e un documento di riconoscimento valido. Se la tessera non arriva entro 45 giorni dal pagamento, è necessario contattare la Regione Lombardia al numero verde  800.318.318 o recandosi di persona presso i suoi uffici, per non incorrere in sanzioni.

Se la richiesta viene rigettata o la documentazione presentata risulta incompleta o insufficiente, il richiedente riceverà una comunicazione che dettaglierà le ragioni del rigetto o la documentazione da integrare entro i tempi indicati.

COME attiVARLA

La tessera va attivata, così come avviene per i normali abbonamenti urbani, utilizzando i totem ATM presenti nelle stazioni della metropolitana o nei parcometri di Milano o, ancora, le biglietterie e le convalidatrici delle stazioni di TreNord.

COME RINNOVARLA

La tessera “Io viaggio ovunque” ha una durata annuale. Poco prima di un mese dalla scadenza, la Regione invierà a chi manterrà i requisiti tutta la documentazione necessaria al rinnovo.

E se, nel frattempo, cambiasse qualcosa nei requisiti o nei dati anagrafici comunicati? Se la variazione riguarda il passaggio da una categoria all’altra, va presentata una nuova domanda. In tutti gli altri casi, invece, è sufficiente comunicare, via fax o di persona, le variazioni all’ufficio sportelloRegione più vicino.

Tutto chiaro? Buon viaggio!

Spese sanitarie e per ausili: come dedurle?

Quando si convive con una disabilità cronica, tra le altre cose, bisogna anche mettere in conto la necessità di ricorrere a terapie farmacologiche o riabilitative costanti e, talvolta, di acquistare ausili (stampelle e simili) che consentano di essere più autonomi. Si può trattare anche di importi non indifferenti, ma c’è una buona notizia: la gran parte di queste spese sanitarie (e non solo) è deducibile, sia per se stessi che nel caso in cui riguardino familiari a carico.

Sono totalmente deducibili dal reddito, esibendo la relativa ricevuta fiscale o la fattura:

  • le spese mediche generiche, come quelle per farmaci generici e prestazioni mediche non specialistiche
  • le spese di “assistenza specifica”, vale a dire quelle legate ad assistenza (ad esempio, per infermieri o operatori tecnico-assistenziali) e fisioterapia o terapia occupazionale. Se la persona che usufruisce dell’assistenza è ricoverata in un ospedale o in una struttura assistenziale ad hoc, è possibile dedurre dal reddito solo le spese mediche e paramediche legate all’assistenza stessa, non l’intera retta pagata: quindi, è essenziale farsi rilasciare una documentazione che riporti separatamente le spese specifiche.

Spese sanitarie

Inoltre, è prevista una detrazione Irpef del 19% per:

  • spese sanitarie specialistiche (ad esempio, analisi, esami diagnostici, visite specialistiche ed interventi chirurgici), per la parte eccedente la franchigia di €129,11;
  • spese relative all’acquisto di ausili e arti artificiali per la deambulazione,  poltrone per non deambulanti, apparecchi per il contenimento di ernie o fratture o busti correttivi;
  • spese per il trasporto in ambulanza della persona disabile;
  • spese per costruire rampe che eliminino le barriere architettoniche interne ed esterne all’abitazione della persona disabile, a patto di non aver usufruito dell’agevolazione fiscale prevista per questo tipo d’interventi dalla legge 13/89 o, qualora si sia usufruito di quell’agevolazione, per l’eventuale quota eccedente;
  • spese per adattare l’ascensore, rendendolo idoneo a contenere sedie a rotelle;
  • spese per l’acquisto di ausili tecnici ed informatici, che migliorino l’autosufficienza e facilitino l’integrazione delle persone disabili;
  • spese per l’acquisto dei mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili;
  • spese per i servizi d’interpretariato sostenute dalle persone sorde, sempre a fronte della presentazione delle ricevute fiscali rilasciate dagli interpreti.

Quindi, conservate con cura prescrizioni, fatture e ricevute fiscali, perché potrebbero essere richieste dall’Agenzia delle Entrate per godere delle agevolazioni!

Farfalla project: l’accessibilità passa anche dal web!

Avete notato l’icona della rotellina in alto, sulla parte destra del monitor o dello schermo del vostro dispositivo portatile e vi state chiedendo cosa sia? Presto detto: è il Farfalla project, un’applicazione web che consente, da un lato, a chi crea o gestisce un sito web di aggiungervi facilmente funzionalità che ne migliorino l’accessibilità e, dall’altro, ad utenti del web con esigenze speciali (persone ipovedenti, con difficoltà di movimento o disturbi della lettura) di avere accesso a strumenti che consentono loro di migliorare l’esperienza di navigazione.

Farfalla project

Il tutto, totalmente gratis, perché Farfalla è un software libero, distribuito sotto la GNU Affero General Public License (GNU AGPL), ideato e sviluppato da Andrea Mangiatordi, con la collaborazione di professionisti ed aziende, tra le quali Jobmetoo.

 Vediamo insieme le funzionalità che Farfalla consente di aggiungere ai siti web:

  • Farfalla: funzionalità

    Farfalla: funzionalità

    Tastiera virtuale su schermo, multilingue e pensata per chi ha difficoltà di movimento

  • Controllo delle dimensioni del testo, che consente di aumentare o diminuire la dimensione del testo della pagina web che si sta visitando
  • Controllo del contrasto e delle combinazioni di colori, per chi ha problemi di vista
  • Puntatore del mouse ingrandito, per navigare più facilmente tra le varie sezioni dei siti
  • Alta leggibilità, grazie all’aumento della spaziatura tra le lettere

 

 

Per abilitare le singole funzionalità, è sufficiente cliccare sull’icona della rotella e spostare il cursore bianco lungo la barra. Attraverso il simbolo della stella, si possono salvare le impostazioni per le visite future al sito che utilizza Farfalla.

Sono già molti i siti (compreso Move@bility!) che utilizzano Farfalla. Ma come fare con quelli che non ce l’hanno già? Semplice: basta scaricare ed installare la toolbar dell’applicazione nel browser che si utilizza abitualmente, seguendo le indicazioni disponibili sul sito del progetto per ciascun browser.

E se non si vuole utilizzare costantemente Farfalla, ma solo quando necessario? In quel caso, basta installare il bookmarklet (da qui), trascinando la sua etichetta rettangolare nella barra dei preferiti o, in alternativa, fare clic col tasto destro del mouse e salvare il link tra i preferiti. In quel caso, quando si avrà necessità di attivare una delle funzionalità dell’applicazione, basterà cliccare sulla relativa icona della barra dei preferiti et voilà!

Facile, no?

No Barriere: l’app per segnalare le barriere architettoniche

È stata presentata nei giorni scorsi a Roma No Barriere, l’app ideata dall’Associazione Luca Coscioni per migliorare l’accessibilità degli spazi urbani, a beneficio dei cittadini disabili, certo, ma non solo loro.

Barriere app

Il funzionamento è semplice:

  1. Per prima cosa, bisogna scaricare sul proprio smartphone l’app (disponibile gratuitamente per IOS e Android) o utilizzarne la versione web e creare il proprio profilo utente inserendo nome, cognome, indirizzo e-mail e telefono, oppure utilizzando il proprio account Google o Facebook.
  2. Attivando i servizi di Posizione  ed utilizzando la fotocamera dello smartphone, si può scattare la foto di una barriera architettonica (o selezionarla dalla galleria foto del telefono) e,  tramite l’area Invia una segnalazione, la si invia al sistema, che la inserirà nella Mappa delle segnalazioniconsultabile dalla stessa app. Inoltre, dalla stessa area, si può inviare una e-mail pre-compilata all’amministrazione comunale, per sollecitarla a rimuovere la barriera.
  3. Nella Mappa delle segnalazioni, sono indicate con un simbolo rosso le barriere architettoniche ancora presenti nell’area d’interesse, in verde quelle già rimosse.

L’obiettivo dell’app non è semplicemente effettuare una mappatura di tutte le barriere architettoniche esistenti, ma anche, e soprattutto, far sì che le istituzioni locali si attivino per rimuoverle.

Anche se la normativa oggi vigente in materia di barriere architettoniche è datata 1986 e, sulla carta, tutte le amministrazioni locali hanno predisposto i cosiddetti PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), è sotto gli occhi di tutti come, fin troppo spesso, l’accesso ad edifici pubblici e privati, ma anche a strade e spazi comuni, sia impossibile per chi ha una disabilità motoria o sensoriale. A causa dell’esistenza di barriere architettoniche o, in molti casi, dell’attuazione di misure non idonee a garantire l’accessibilità a tutti.

Perché, quando si pensa ai “disabili”, è diffusa la tendenza a pensare solo a persone che si muovono su una carrozzina. Quindi (in linea teorica), basterebbe posizionare uno scivolo qua e là per rimuovere gli ostacoli. Ma, per molti disabili, lo scivolo è esso stesso una barriera architettonica, soprattutto se ha una pendenza eccessiva o mancano corrimano (per chi si muove con stampelle o bastoni) e segnalazioni per non vedenti e non udenti.

Quindi, ben venga quest’app, se contribuirà effettivamente a migliorare la vita di tutta la comunità, con il contributo di tutti i cittadini. Perché una città senza barriere architettoniche è un posto più accessibile, e quindi migliore, per tutti.

Barriere architettoniche e culturali: basta!

Il più grande ostacolo all’effettiva inclusione di tutti, indipendentemente dalla loro condizione specifica, è l’esistenza delle barriere, architettoniche e culturali, che, nonostante gli innegabili e numerosi passi avanti fatti nel corso degli anni, pesano ancora notevolmente sulla vita di molte persone.

Chiunque si sia trovato, anche solo temporaneamente, a fare i conti con una disabilità fisica o sensoriale, ma anche anziani e genitori di bimbi piccoli sanno quanto spesso capiti, nel corso della giornata, d’imbattersi in ostacoli sul proprio cammino: assenza di scivoli (o presenza di scivoli inadeguati), veicoli lasciati davanti agli scivoli esistenti, scalinate o gradini singoli senza corrimano, mancanza di ingressi accessibili a negozi, punti di ritrovo o (peggio) uffici pubblici, ascensori (quando ci sono) in perenne manutenzione o sporchi e maleodoranti, mezzi pubblici accessibili solo sulla carta, e via discorrendo. La lista delle barriere architettoniche è, virtualmente, infinita.

barriere

Eppure, la legge parla chiaro, fin dalla Costituzione della Repubblica Italiana, il cui articolo 3 dice:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando, di fatto, le libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana  e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese

Nel corso degli anni, numerosi altri provvedimenti hanno sancito la necessità e l’obbligatorietà, per enti pubblici ed esercizi commerciali privati, di fare tutto il possibile per rimuovere le barriere architettoniche.

La Legge 13/89 regolamenta anche la rimozione delle barriere architettoniche negli edifici privati, prevedendo agevolazioni e contributi per l’accessibilità degli stabili nei quali risiedano persone con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti. La detrazione dell’aliquota Irpef per tali opere è pari al:

  • 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2016;
  • 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2017.

Rientrano tra le opere soggette a detrazione, per esempio: la realizzazione di un ascensore esterno (in uno stabile nel quale non sia possibile realizzarne uno interno), montascale o rampe per l’accesso allo stabile e all’unità abitativa della persona interessata.

Ma la strada da percorrere per l’effettiva e piena accessibilità delle nostre città è ancora lunga e piena di barriere, in primo luogo culturali.

In questi giorni, impazza sui social network la notizia dell’utente della nota piattaforma TripAdvisor che ha pubblicato una recensione negativa su un villaggio vacanze abruzzese, solo perché quest’ultimo aveva ospitato una comitiva di disabili che, a detta dell’utente, avevano “turbato” la serenità della vacanza sua e dei figli.

E questo è solo un esempio di ordinaria intolleranza nei confronti di chi, per qualsiasi ragione, è “diverso”.  Solo superando tali barriere culturali e riconoscendo l’utilità del confronto con tutti gli altri (disabili gravi inclusi) per lo sviluppo della società sarà possibile abbattere efficacemente gli ostacoli fisici e realizzare la totale accessibilità.