Stazioni ferroviarie più accessibili: l’impegno di RFI

Chiunque conviva quotidianamente con una disabilità di qualsiasi tipo e si trovi, per lavoro, studio o divertimento, a dover prendere il treno, sa quanto quest’esperienza possa rivelarsi ardua, nonostante la disponibilità di servizi di assistenza sia ormai garantita nella stragrande maggioranza delle stazioni ferroviarie italiane.

Stazioni - Milano Centrale

La Stazione Centrale di Milano

In occasione della  XV edizione della Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, svoltasi l’1 ottobre scorso, RFI (Rete Ferroviaria Italiana), in collaborazione con FIABA, onlus che lotta da anni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha annunciato ufficialmente il proprio piano per migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle proprie stazioni per tutti i passeggeri.

Tra gli interventi programmati:

  • l’innalzamento dei marciapiedi (55 cm dal piano dei binari) per facilitare l’entrata e l’uscita dai treni;
  • la riqualificazione dei sottopassaggi pedonali e la realizzazione di nuove rampe di accesso ai binari;
  • l’attivazione di ascensori;
  • l’installazione di percorsi e mappe tattili per non vedenti;
  • la realizzazione di nuove pensiline e la riqualificazione di quelle esistenti.
stazioni - Milano Centrale

La galleria della Stazione Centrale di Milano

Inoltre, saranno migliorati i sistemi di informazione al pubblico, sia audio che video, installando nuovi monitor e impianti di diffusione sonora e migliorando la segnaletica di stazione e l’illuminazione. Si prevedono interventi anche nelle aree di accesso alle stazioni, con la creazione di parcheggi auto, stalli per la sosta dei veicoli a due ruote e appositi sistemi per facilitare salita e discesa dei viaggiatori, senza bici in spalla. Non mancherà un maggiore ricorso alle tecnologie digitali, per migliorare la “user experience” di tutti i passeggeri, velocizzando l’accesso ai binari e la validazione del biglietto elettronico e rendendo più facile il reperimento d’informazioni in tempo reale sulla circolazione dei treni e non solo.

Le opere di rinnovamento e abbattimento delle barriere architettoniche riguarderanno, nel 2017, 50 stazioni ferroviarie distribuite su tutto il territorio nazionale e altrettante nel 2018. Basteranno a rendere, finalmente, più agevoli gli spostamenti in treno di tutti i passeggeri? Lo speriamo!

Qual è la vostra esperienza  in treno e nelle stazioni? Raccontatela nei commenti!

Hackability@Barilla: l’accessibilità entra in cucina

Cucinare, per molti, è un piacere e una passione, come conferma anche il successo delle tante trasmissioni sul tema trasmesse ad ogni ora del giorno da tutti i canali televisivi. Per chi ha una disabilità, però, non sempre è possibile dedicarsi con serenità a questa passione, perché molto spesso il design degli utensili (e delle loro confezioni) non tiene nella dovuta considerazione l’accessibilità, vale a dire la possibilità che questi vengano utilizzati anche da chi ha una limitazione fisica di qualsiasi tipo. Proprio questo è il punto da cui parte Hackability@Barilla, l’hackathon promosso dalla nota azienda alimentare con l’obiettivo di far incontrare (e lavorare) insieme i “makers” (designer, informatici, professionisti del digitale) e, per l’appunto, persone con disabilità, al fine di creare insieme utensili (e relativo packaging) “a misura di persona con disabilità”.

Hackability@Barilla

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come partecipare a hackability@barilla

Avete un’idea che potrebbe rendere più accessibile un utensile da cucina o il suo packaging? O, ancora, creare è la vostra passione e volete metterla al servizio di un’iniziativa di grande valore ed utilità sociale? Se avete risposto sì ad una di queste domande (o ad entrambe), dal 18 settembre al 15 dicembre 2017, potrete “rispondere alla call” (ovvero, iscrivervi) direttamente sul sito di Hackability@Barilla, inserendo tutte le informazioni richieste nel form d’iscrizione. I team scelti dall’azienda potranno lavorare insieme nella sede di Barilla, a Parma, a gennaio 2018. Dopodiché, le idee selezionate saranno presentate, insieme ai relativi prototipi, a fine febbraio 2018, sempre nella sede di Barilla a Parma. Per tutti i dettagli, è possibile consultare il regolamento.

Hackability@Barilla si aggiunge a molte altre iniziative di questi ultimi anni che pongono sempre più l’accento sull’importanza dell’accessibilità e dell’inclusione di tutte le persone, incluse quelle con disabilità. In questo caso, c’è qualcosa in più: il coinvolgimento dei diretti interessati, le persone con disabilità, che sono chiamate a lavorare insieme ai “makers” per aiutarli a vedere le cose anche dal punto di vista delle esigenze specifiche del singolo individuo. Un’occasione da non perdere, che conferma anche l’impegno che Barilla sintetizza anche nella propria mission aziendale: Buono per Te, Buono per il Pianeta, Buono per la Comunità”.

 

Scuola e disabilità, tra eccellenza e carenze croniche

Settembre: in questi giorni, si riaprono i cancelli delle scuole in tutte le regioni d’Italia e, tra gli studenti che si siedono tra i banchi, ci sono anche più di 235 mila disabili (circa il 3% del totale), pressoché equamente distribuiti tra scuola dell’infanzia, scuola primaria, secondaria di primo grado e istituti superiori. Ma la scuola è pronta ad accoglierli e seguirli in maniera tale da consentire loro di esercitare in pieno il diritto all’istruzione?

L’Italia è il Paese leader per l’inclusione scolastica dei disabili, al punto che, all’inizio del 2016, ha ricevuto un riconoscimento formale dall’ONU. In effetti, mentre persistono in Paesi come Spagna e Germania, da noi le “classi speciali” (veri e propri ghetti all’interno delle scuole “normali”, nei quali venivano confinati studenti con disabilità fisica o cognitiva e quanti  versavano in situazioni di disagio di altro tipo) sono, ormai (e fortunatamente!) un ricordo del passato, essendo state abolite nel 1977, quando vennero introdotti modelli didattici flessibili, volti a favorire l’integrazione tra tutti gli studenti, al di là delle loro specificità, ricorrendo, ove necessario, anche ad insegnanti specializzati. La legge 104/92 ha posto ulteriormente l’accento sull’importanza dell’integrazione degli studenti disabili di ogni ordine e grado nelle classi comuni.

scuola e disabilità

Anche in tema di rimozione delle barriere architettoniche molto è stato fatto, negli anni, con più dell’80% degli istituti con scale e servizi igienici adatti ai disabili fisici. Le cose vanno un po’ meno bene quando si guarda agli accorgimenti per i disabili sensoriali e all’accessibilità degli spazi interni ed esterni: solo il 30% delle scuole, infatti, è dotato di segnali visivi, acustici e tattili, mentre poco più del 40% dispone di percorsi facilmente accessibili.

Un altro capitolo non propriamente roseo è quello relativo alle figure preposte all’assistenza degli studenti con disabilità particolarmente gravi e agli insegnanti di sostegno, figure essenziali per garantire l’accesso alla didattica e l’inclusione degli studenti con disabilità cognitive. Ogni anno, puntualmente, infuriano le polemiche per il numero insufficiente a garantire assistenza adeguata a tutti gli studenti che ne hanno bisogno. Esistono, purtroppo, anche problematiche relative alla preparazione non sempre adeguata alle esigenze specifiche degli studenti a loro affidati. Senza contare che, se già di per sé quella dell’insegnante, più che una professione, è una vocazione (o una e propria “missione”, come la definiscono alcuni), ciò vale a maggior ragione per quelli che, in virtù del proprio ruolo specifico, debbono avere a che fare con studenti particolarmente problematici, non collaborativi: senza un’adeguata preparazione e se si vive quel ruolo come un modo come un altro per “portare a casa uno stipendio”,  è facile scoraggiarsi, abbandonare a se stessi gli studenti, col risultato di contribuire alla loro ghettizzazione, anziché all’inclusione nella scuola, che è l’anticamera irrinunciabile della piena e felice integrazione nella società.

“Lombardia Facile”, una regione accessibile a tutti

Da qualche settimana, i cittadini lombardi con disabilità hanno a disposizione un nuovo servizio: “Lombardia Facile“, il portale che raccoglierà tutte le informazioni utili, come suggerisce il nome stesso del progetto, a facilitare la vita quotidiana delle persone con disabilità.

"Lombardia Facile"

Dalla previdenza al lavoro e alla scuola, dal turismo allo sport e al tempo libero: su “Lombardia Facile” sarà, gradualmente, possibile reperire tutte le informazioni su normative, agevolazioni e servizi a disposizione di cittadini residenti e turisti con disabilità in Lombardia.

Nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia e associazioni ed organizzazioni che rappresentano e difendono i diritti di varie categorie di persone con disabilità, motoria e sensoriale, il progetto “Lombardia Facile” vuole rimuovere tutti gli ostacoli e le barriere (fisiche e informative) che, ad oggi, complicano la vita di chi ha una disabilità o esigenze speciali.

Il portale presta una grande attenzione in particolare ai temi della mobilità e del turismo accessibile. Su “Lombardia Facile”, infatti, è disponibile un motore di ricerca attraverso il quale è possibile accedere ad informazioni sull’accessibilità di vari monumenti, musei e luoghi d’interesse artistico e culturale della Lombardia.

Inoltre, sul sito è possibile reperire tutte le informazioni su un altro servizio, attivo dal 2001, dedicato alle persone con disabilità: SpazioDisabilità, che offre consulenza su vari argomenti legati alla disabilità. SpazioDisabilità è pensato sia per le persone con disabilità che per i familiari e le figure che, a vario titolo, prestano loro assistenza. Anche questo servizio è stato ripensato e si punta alla creazione di un sistema di front office diffuso su tutto il territorio regionale, aggiungendo a quello oggi disponibile presso la sede centrale della Regione altri punti informativi in tutti i capoluoghi di provincia. Dall’anno prossimo, inoltre, chi si rivolgerà a SpazioDisabilità avrà a disposizione un ulteriore servizio: la video-chat in LIS, che consentirà alle persone sorde di comunicare con gli operatori del front office grazie all’intermediazione di un interprete LIS collegato in videoconferenza.

Insomma, si stanno facendo importanti passi avanti per l’accessibilità e l’inclusione di tutti i cittadini. È auspicabile che iniziative simili vengano attivate anche in altre regioni. Ne conoscete qualcuna? Segnalatemela!

Accessibilità: Kimap mappa anche Bologna

Abbiamo già parlato, qualche tempo fa, di Kimap, l’ecosistema digitale sviluppato da Kinoa srl  con l’obiettivo di mappare le barriere architettoniche presenti nelle città, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone che hanno una disabilità motoria. Dopo quella di Firenze, è stata, ora, la volta di Bologna, dove la mappatura ha riguardato le strade che, dalla Stazione Centrale, vanno verso i principali monumenti e le zone centrali della città, con una puntata anche verso le strade dell’area universitaria. Nel complesso, è stata mappata l’accessibilità di circa 8 km di strade percorse quotidianamente da turisti e da cittadini.

Mappa dell'accessibilità di Bologna

La mappatura del centro di Bologna

I punti verdi indicano buona accessibilità della strada, quelli gialli indicano piccoli ostacoli e vibrazioni mediamente impattanti sul percorso, i punti rossi un segnale di primo pericolo registrato da vibrazioni molto accentuate della sedia a rotelle e da ostacoli o gradini difficili da superare. Infine, il segnale rosso con la carrozzina indica la presenza di barriere architettoniche, il segnale viola con il birillo la presenza di un ostacolo provvisorio, mentre il segnale arancione con la carrozzina segnala una pendenza difficile da percorrere.

Come sempre, è stato indispensabile il contributo dei Kimappers, la sempre più nutrita community di utenti e volontari che, quotidianamente, condividono percorsi, ostacoli, esperienza e itinerari turistici accessibili anche a chi, per spostarsi, è costretto ad usare una sedia a rotelle o altri ausili.

Kimap - app per smartphoneIl progetto Kimap non si ferma certo qui: i prossimi passi sono il rilascio dell’app gratuita nei principali store per i dispositivi mobili e il prosieguo dei test nelle più note città turistiche del nostro Paese. La prossima tappa è già fissata: sarà il turno di Roma, la nostra Capitale, che ogni anno attira milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. Una sfida non da poco, date le peculiarità della meravigliosa (ma non certo super-accessibile) “città eterna”!

Ne parleremo senz’altro anche in questo spazio, naturalmente: stay tuned!

“Corsie gialle e Ztl”: un’app che semplifica la vita

Ancora una volta, la tecnologia viene in aiuto delle persone con disabilità. Abbiamo già parlato di varie app che si pongono questo obiettivo, per esempio quelle per individuare o segnalare le barriere architettoniche. In questo articolo, parleremo di “Corsie gialle e Ztl“, l’app che consente di velocizzare la procedura per richiedere il permesso di accesso alle zone a traffico limitato, sempre più diffuse nelle nostre città, e alle corsie preferenziali.

guidare auto

Infatti, gli automobilisti con disabilità dotati dell’apposito contrassegno blu hanno diritto a circolare:

  • nelle zone a traffico limitato
  • sulle corsie riservate ad autobus e taxi
  • nelle aree pedonali, purché siano autorizzate all’accesso altre categorie di veicoli, in particolare quelli per l’espletamento di servizi di trasporto pubblico
  • in caso di blocco, sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse e anti-inquinamento, ad esempio in occasione di domeniche ecologiche o targhe alterne.

In genere, per poter accedere a zone a traffico limitato, è necessario seguire una procedura alquanto complessa: comunicare agli uffici competenti del Comune in questione, tramite fax o posta elettronica, l’intenzione di circolare in quella determinata area, trasmettendo: i dati della targa del veicolo, il giorno e la fascia oraria in cui si intende circolare e copia dei documenti specifici richiesti dal Comune di riferimento (qui, per esempio, la pagina con la modulistica per inviare la richiesta al Comune di Milano).

Questa procedura può essere notevolmente velocizzata e snellita grazie a “Corsie gialle e Ztl”. L’app, attualmente disponibile per dispositivi Android, permette d’inviare in pochi passaggi tutte le informazioni necessarie ad ottenere l’autorizzazione a transitare nell’area Ztl del comune che c’interessa. Ecco come, in questo breve video:

Attraverso l’app “Corsie gialle e Ztl”, è possibile:

  • acquisire i documenti, necessari per inviare la richiesta di transito, anche attraverso la fotocamera dello smartphone
  • importare dalla galleria foto del dispositivo le immagini dei documenti, se già acquisiti in precedenza
  • selezionare Comune, data, ora d’inizio e di fine del transito e targa del veicolo per pre-impostare il messaggio e-mail che sarà inviato al Comune nel quale si trovano la Ztl o le corsie gialle
  • targa e scansioni dei documenti rimangono memorizzate nell’applicazione e non devono essere ricaricate ogni volta.

"Cprsie gialle e Ztl"

 Insomma, si può fare tutto in pochi clic, in modo semplice e veloce. Comodo, no?

Kimap: la tecnologia a supporto dell’accessibilità

Sarebbe fantastico poter girare ovunque senza imbattersi in barriere architettoniche di alcun genere, vero? Purtroppo, questo è un sogno impossibile da realizzare in tempi brevi. Allora, che fare? Rassegnarsi allo status quo nell’attesa che un colpo di bacchetta magica elimini tutti gli ostacoli o fare qualcosa? Gli ideatori di Kimap hanno optato per la seconda opzione.

Kimap logo

Kimap - app per smartphoneMa che cos’è Kimap? È un vero e proprio ecosistema digitale “anti-barriere”, costituito da un’app per smartphone (che sarà presto disponibile per dispositivi Android e IOS) che aiuta a mappare le barriere architettoniche e funge da navigatore “barrier-free per consentire alle persone con disabilità di spostarsi agevolmente lungo i percorsi mappati, un dispositivo di IoT (Internet of Things) semplice da utilizzare, che migliora i risultati della mappatura, aggiornandoli costantemente, e una community di utenti in grado di confermare o aggiornare in tempo reale le informazioni ottenute attraverso la mappatura. A promuovere Kimap e realizzarlo è la start-up innovativa Kinoa, nata un anno fa con l’obiettivo di realizzare prodotti innovativi attraverso l’integrazione di Big Data e tecnologie di Internet of Things.

Nei giorni scorsi, a Firenze, gli ideatori di Kimap hanno organizzato la prima mappatura  della città in tempo reale, con la collaborazione del kimapper Armando Deiche ha percorso su sedia a rotelle alcuni punti della città particolarmente strategici sia per i turisti che per i cittadini che si spostano per lavoro, studio, etc. La mappatura ha riguardato: Stazione ferroviaria di Campo di Marte, Piazza Beccaria verso il centro storico e il mercato di Sant’Ambrogio; via Maragliano, piazza San Jacopino e Viale Redi, Ponte Vecchio, Piazza Pitti, Santo Spirito e Piazza del Carmine.

Kimap

Il kimapper Armando Dei

La mappatura effettuata ha permesso di ottenere in tempo reale varie mappe, salvate direttamente sullo smartphone del kimapper, che classificano le barriere architettoniche utilizzando tre colori: i punti verdi indicano una strada con buona accessibilità; quelli gialli, invece, indicano piccoli ostacoli e vibrazioni mediamente impattanti sul percorso; infine, i punti rossi indicano un segnale di primo pericolo registrato da vibrazioni molto accentuate della sedia a rotelle e da ostacoli o gradini difficili da superare. Inoltre, in nero sono contrassegnate le strade “non accessibili” perché non percorribili in sicurezza con la sedia a rotelle in quanto prive di marciapiedi e/o con asfalto fortemente sconnesso. Tramite l’app di Kimap, l’utente può anche segnalare ulteriori impedimenti temporanei al passaggio, cantieri e pendenze difficili da affrontare.

Kimap la mappa

La mappa della zona Campo di Marte

Il progetto Kimap è appena partito e il team è ancora al lavoro sia sull’app che sul perfezionamento del dispositivo. Dopo Firenze, saranno effettuate mappature in tempo reale anche in altre città, in collaborazione con associazioni, università e amministrazioni locali. Sarà un lavoro lungo e complesso, ma le premesse per ottenere dei buoni risultati ci sono tutte. In bocca al lupo, Kimap!

 

Accessibilità degli eventi musicali: la tesi di Alice

Alice Cerafogli Mesi fa, casualmente, mentre navigavo in rete, mi sono imbattuta nel questionario di una laureanda che raccoglieva informazioni su un tema che mi sta molto a cuore: l’accessibilità degli eventi musicali alle persone con disabilità di vario tipo. Ovviamente, ho risposto al questionario e invitato anche chi segue Move@bility sui social a farlo, convinta come sono del fatto che la piena inclusione delle persone con disabilità nel contesto sociale passi anche attraverso le occasioni di svago. Quella laureanda è Alice Cerafogli, 25 anni, che tra pochi giorni discuterà la propria tesi di laurea  con specializzazione in Performing Arts Management and Entertainment all’Università Bocconi di Milano. Dalla risposta a quel questionario è nata una corrispondenza, tra me e Alice, visto l’interesse comune. E, oggi che lei ha portato a termine la propria ricerca, eccoci qui a condividerla con i lettori di Move@bility.

Ciao Alice, come hai scelto di dedicare la tua tesi di laurea al tema dell’accessibilità degli eventi musicali alle persone con disabilità?

Ciao! Ho sempre desiderato lavorare nell’ambito dell’industria musicale e nell’organizzazione di concerti, perciò ho scelto questo percorso di studi. Durante l’università, mi è capitato di avvicinarmi al tema dell’accessibilità e, in particolare, di studiare l’argomento del turismo accessibile grazie a un corso seguito mentre ero in scambio in Australia presso la University of Technology of Sydney (UTS). Mi ha molto colpito il numero di iniziative promosse per i turisti con disabilità e, tornata in Italia, mi sono chiesta quale fosse la situazione del nostro Paese e se fosse possibile prendere spunto dall’esempio australiano. Data la mia grande passione per la musica dal vivo, ho scelto poi di approfondire il tema dell’accessibilità dei concerti.

Come hai strutturato l’analisi per la tua tesi di laurea sull’accessibilità degli eventi musicali?

Oltre a diffondere il questionario online, al quale hanno risposto molti siti ed associazioni di persone con disabilità, ho intervistato alcuni rappresentanti di queste associazioni e d’importanti aziende che organizzano eventi musicali su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo era quello di avere un quadro il più completo e fedele possibile alla realtà.

accessibilità degli eventi musicali

Secondo te, alla luce dei risultati della tua analisi, qual è l’ostacolo principale col quale debbono fare i conti le persone con disabilità che vogliano assistere ad un concerto, in Italia?

In base ai risultati che ho ottenuto tramite la mia ricerca, credo che uno dei problemi principali da affrontare per persone con disabilità che vogliano assistere ad un concerto sia il reperire tutte le informazioni di cui hanno bisogno per avere accesso ai biglietti e essere “preparati” a ciò che li aspetta la sera dello spettacolo. Spesso, gli organizzatori utilizzano procedure simili ma non del tutto uguali per garantire l’accessibilità degli eventi musicali e ogni venue ha caratteristiche diverse che possono far variare le procedure di prenotazione, ritiro biglietti, assegnazione dei posti e così via. Credo che stabilire regole standard, valide su tutto il territorio nazionale, e rendere le comunicazioni ufficiali chiare ed esaustive potrebbe aiutare non solo il pubblico con disabilità e gli accompagnatori ma anche gli organizzatori stessi a gestire al meglio e in modo più efficiente tutti gli spettatori e l’evento nel suo complesso.

Nella tua analisi, dici che, oltre agli organizzatori, a “dettare le regole”, di volta in volta, sono anche le location che ospitano gli eventi musicali. Nella mia personale esperienza di persona con disabilità motoria (per quanto deambulante) che ama assistere sia a concerti che ad eventi sportivi live (generalmente, a Milano e dintorni, quindi in una situazione, tutto sommato, privilegiata, rispetto ad altre aree dell’Italia), mi è capitato più volte, pur avendo seguito tutta la trafila indicata di volta in volta dagli organizzatori dell’evento che m’interessava, di avere brutte sorprese arrivando in loco: posti riassegnati ad altri spettatori (paganti e non disabili, nell’area teoricamente riservata…), posti assegnati in settori non raggiunti dall’ascensore o, comunque, ben lontani dal palco o dal campo (in caso di evento sportivo), parcheggio nei pressi del luogo dell’evento non garantito (con ovvie difficoltà per chi, come me, non può fare chilometri a piedi, anche se cammina)…e la lista potrebbe continuare ancora a lungo. In alcuni casi, parlando direttamente con la società organizzatrice dell’evento specifico, sono riuscita, alla fine, a risolvere il problema. Ma non è sempre accaduto. Con ovvie ricadute negative, non solo fisiche, ma anche psicologiche e serate rovinate per me e per l’accompagnatore di turno… Cosa suggeriresti di fare per “sensibilizzare” maggiormente anche le strutture che ospitano gli eventi? 

Il problema principale di tante strutture è che spesso ospitano eventi di diverso tipo. Ad esempio, stadi e palazzetti progettati per eventi sportivi, devono “cambiare volto” in caso di concerti e rivisitare i propri spazi. Questo può facilmente generare problemi, ma non è corretto che le esigenze degli spettatori con disabilità non vengano rispettate in ogni momento. Sicuramente potrebbe aiutare una maggiore sensibilizzazione del personale stabile o di staff ingaggiato appositamente per la gestione di grandi eventi. Ad esempio, associazioni e volontari potrebbero integrare l’organico di certe strutture e fornire una formazione basilare su come gestire il pubblico con disabilità. Spesso, anche solo piccoli accorgimenti possono fare la differenza, e un personale più consapevole e attento può anticipare le necessità del pubblico e gestire correttamente situazioni particolari.

Secondo te, sarà possibile, in un futuro non troppo lontano, garantire un’esperienza accettabile (che includa, magari, anche la possibilità di vivere il concerto insieme ad un gruppo di amici o in mezzo agli altri spettatori, anziché in aree riservate) a tutti coloro che hanno una qualsiasi disabilità (motoria, sensoriale, psichica) e che vogliano assistere ad un evento musicale?

Il tema dell’area riservata a persone con disabilità mi ha colpito molto perché, in base ai dati da me raccolti, rappresenta un considerevole motivo di scontro tra pubblico con disabilità e organizzatori. Da un lato, credo che tutti gli spettatori dovrebbero poter scegliere dove assistere al concerto e con quante e quali persone desiderano. Tuttavia, capisco l’obbligo degli organizzatori di garantire la sicurezza di tutto il pubblico in caso di emergenza e, dunque, la necessità di richiedere che gli spettatori con disabilità assistano allo spettacolo da un’area a loro riservata e controllata. Credo che la sicurezza debba avere la priorità su tutto, ma mi piacerebbe che ci fossero più posti riservati a persone con disabilità e ai loro accompagnatori, magari non in una sola area, ma in diversi settori (almeno per quanto riguarda le venue più grandi, in cui i posti riservati sono davvero limitati in confronto alla domanda effettiva di biglietti).

Non posso che concordare con te! Cosa sarebbe necessario, anche a livello culturale, per raggiungere questo risultato? 

Un grosso intoppo organizzativo all’accessibilità degli eventi musicali è l’interesse economico. Tuttavia, quello che ho scoperto durante le mie ricerche è che tante persone con disabilità sono disposte a pagare un prezzo equo in cambio di esperienze accessibili e vorrebbero che la gratuità fosse riservata solo all’accompagnatore. Credo che iniziare a considerare le persone con disabilità come un segmento di mercato potrebbe portare allo sviluppo di iniziative interessanti e in generale migliorare gli standard di accessibilità di spazi e servizi. Ovviamente, si potrebbero immaginare tante iniziative finanziabili da parte dello Stato per la sensibilizzazione verso il tema dell’accessibilità, ma io tendo sempre a ragionare dal “mio” punto di vista e, quindi, quello di aziende e operatori di servizi.

Da comunicatrice per professione, mi piace molto la tua idea di una campagna istituzionale che sensibilizzi sull’accessibilità degli eventi musicali: come la immagini?

Sarebbe molto bello se alcuni artisti volessero diventare testimonial di una campagna per sensibilizzare gli operatori del settore, ma anche il resto del pubblico, sulle difficoltà a cui devono far fronte spettatori disabili e accompagnatori. Vari studi, che ho esaminato per la mia tesi, dimostrano anche che avere la possibilità di svagarsi, dedicandosi alle proprie passioni senza troppe preoccupazioni, influisce positivamente sullo stato di salute complessivo, oltre a rendere più facile l’inserimento delle persone con disabilità nella società. In fondo, anche il divertimento fa parte della vita!

Grazie mille, Alice, per la tua tesi sull’accessibilità degli eventi musicali e per questa chiacchierata e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri! 

Grazie a te e un saluto a tutti gli amici di Move@bility!

“Giocando si impara”: la campagna UILDM per parchi-gioco accessibili

Lo sappiamo: il gioco è un’esperienza essenziale per lo sviluppo dell’individuo, fin dalla più tenera età. Attraverso l’attività ludica, non si sviluppano solo coordinazione corporea, logica e capacità cognitive: giocando insieme ad altri, il bambino socializza e s’inserisce all’interno del contesto in cui vive, imparando a rapportarsi al prossimo, riconoscendo ed accettando le differenze. Il gioco all’aperto, poi, ha molti effetti benefici, sia a livello fisico che psicologico. Ciò vale anche per i bambini che hanno una disabilità, di qualsiasi tipo. Tuttavia, il diritto al gioco, sancito anche dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, è troppo spesso negato ai bambini che hanno disabilità motorie o sensoriali, a causa della carenza di parchi-gioco accessibili, in grado di assicurare loro un’esperienza in totale sicurezza. Proprio questo è il tema della Giornata Nazionale UILDM di quest’anno, dal titolo emblematico “Giocando si impara“.

"Giocando si impara" il poster

Il poster della campagna – Immagine © UILDM

Fino al 19 aprile, sarà possibile sostenere l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare nella sua campagna di sensibilizzazione affinché il diritto al gioco, anche all’aperto, sia garantito a tutti i bambini, compresi quelli con disabilità. Il numero di parchi-gioco accessibili, nel nostro Paese, è cresciuto, in questi anni, segno di una maggiore sensibilità verso il tema dell’accessibilità: anche grazie alle vostre segnalazioni, ne abbiamo parlato spesso anche sui profili social di Move@bility. Ma non possiamo fermarci qui e la campagna “Giocando si impara” ce lo ricorda. Garantendo l’accesso ai giochi all’aperto a tutti i bambini, non si tutela solo un loro diritto: si aiuta anche la società tutta a prendere coscienza della necessità e della possibilità di un’inclusione completa ed efficace di tutti, persone con disabilità comprese, nella società. Nel gioco, si annullano le differenze e si è tutti uguali: proprio partendo dai bambini, attraverso il gioco, quindi, si può puntare a realizzare un contesto sociale nel quale nessuno è escluso.

"Giocando si impara"

Immagine © UILDM

 

Taxi accessibili a tutti in UK da aprile per legge

State pensando di andare a Londra, magari per un weekend o un ponte, nei prossimi mesi? È in arrivo un’importante novità, in materia di accessibilità per tutti e, in particolare, per coloro che utilizzano la sedia a rotelle: il 6 aprile 2017 entrerà in vigore una norma, annunciata il mese scorso dal Ministro dei Trasporti Andrew Jones, che garantisce libero accesso ai taxi a tutti, comprese le persone su sedia a rotelle, fino ad oggi costrette a richiedere taxi specificamente attrezzati per accoglierli, con i relativi costi aggiuntivi rispetto al normale prezzo di una corsa. I tassisti che non rispetteranno questa norma e rifiuteranno di far salire a bordo viaggiatori su sedia a rotelle, applicheranno una tariffa maggiorata o non daranno ai passeggeri un’assistenza adeguata subiranno sanzioni severissime: multe fino a 1000 £ e la sospensione o, addirittura, la revoca della licenza.

Taxi Londra

Si tratta di una novità non da poco, che riguarderà tutto il Regno Unito, dove i taxi rappresentano non solo una vera e propria istituzione, ma anche un mezzo di trasporto economicamente conveniente (soprattutto se paragoniamo le tariffe a quelle di casa nostra…), grazie alla concorrenza tra le varie compagnie che erogano il servizio. Ma è anche un ulteriore segnale di attenzione all’accessibilità e alle pari opportunità, per quanto riguarda l’accesso ai mezzi di trasporto pubblici, in un Paese che è già molto avanti in quest’ambito.

Il senso profondo di questa norma traspare chiaramente dalle parole del Ministro Jones, al momento dell’annuncio:

“Vogliamo creare un Paese che sia per tutti, incluse le persone con disabilità, alle quali bisogna garantire il medesimo accesso ai servizi e le stesse opportunità di chiunque altro, anche quando si tratta di viaggiare. Coloro che utilizzano le sedie a rotelle usano molto spesso taxi e vetture a noleggio e questa modifica alla legge si tradurrà in un trattamento più giusto ed equo per tutti”. 

Speriamo che non resti un caso isolato e che altri Paesi seguano l’esempio del Regno Unito!