Venezia accessibile? Sì, sempre di più!

Stiamo per entrare nel clou del Carnevale e, in Italia, se dici “Carnevale”, non puoi non pensare a Venezia, con le sue maschere dagli elegantissimi e ricercatissimi costumi. Chi non vorrebbe godersi lo spettacolo dal vivo almeno una volta nella vita? Per non parlare degli altri mille motivi per visitare quella che è una delle città più affascinanti d’Italia e del mondo, che ogni anno attira turisti provenienti da tutti i continenti.

Venezia - il Carnevale

Sì, tutto bello e tutto vero: ma Venezia, con le sue calli, i suoi ponti, tutta quell’acqua, non sembra esattamente sinonimo di accessibilità, per chi convive con disabilità motorie o visive. Questo, almeno all’apparenza. In realtà, facendo un po’ di ricerche, ho scoperto che, negli ultimi anni, anche la città immersa nell’acqua si sta impegnando moltissimo anche sul fronte dell’accessibilità. Certo, stiamo sempre parlando di una città dalla struttura antica e, per sua stessa natura, fragile, per cui non è ipotizzabile effettuare interventi troppo drastici per la riduzione delle barriere architettoniche. Ma ciò non significa che non se ne possa fare nessuno, come dimostra l’operato dell’amministrazione della città.

Venezia - gondole mare

Ad oggi, grazie all’impegno profuso in particolare sul trasporto pubblico e sulla riduzione al minimo delle barriere architettoniche che, fino a qualche anno fa, lo rendevano di fatto off limits per le persone con disabilità, il 70% circa della superficie del centro storico di Venezia è accessibile a chi ha una disabilità motoria. Il Servizio Città per Tutti e l’Ufficio EBA (Eliminazione delle Barriere Architettoniche) della città hanno realizzato una mappa della Venezia accessibile, scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito del Comune. Questo documento sintetizza informazioni utili ed indicazioni pratiche che consentano alle persone con disabilità motoria di visitare la città.

Venezia - Ponte di Rialto

La mappa evidenzia l’accessibilità delle varie isole che costituiscono la città, in base alla presenza (o all’assenza) delle linee di trasporto pubblico, differenziando con vari colori le aree accessibili con vaporetto (in verde), quelle accessibili con motoscafo o con ponte “agevolato” (in verde chiaro) e quelle non accessibili con i mezzi di trasporto pubblico (in bianco). Ma non finisce qui! Sulla mappa si trovano anche informazioni relative a:

Inoltre, sul sito del Comune sono disponibili anche itinerari accessibili, con indicazioni relative anche all’accessibilità di monumenti, palazzi ed attrazioni, in modo da evitare brutte sorprese una volta in loco. Avete dubbi o domande? Potete scrivere a cittapertutti@comune.venezia.it o inviare la vostra richiesta compilando il modulo online.

Venezia - gondole

Ma non è tutto! Se non volete perdere l’occasione di godervi un romantico giro in gondola, potrete contare sul servizio “Gondolas4All“, che ha trovato un sistema semplice quanto ingegnoso per rimuovere una barriera (architettonica e non solo) tra i turisti con disabilità e la possibilità di fruire delle bellezze di Venezia anche dal mare.

 

Fine anno: tempo di bilanci e speranze

Mancano ormai pochissimi giorni alla fine del 2016 e fervono un po’ ovunque i preparativi per i festeggiamenti per accogliere al meglio il 2017. E, come ogni fine anno che si rispetti, si tirano le somme dell’anno che sta per concludersi e si fanno progetti, si formulano propositi, si esprimono desideri per quello che sta per iniziare.

Andiamo con ordine e partiamo dai bilanci, ovviamente sempre dal punto di vista dell’accessibilità e della cultura della disabilità in generale. Che anno è stato, questo 2016? Un anno in chiaro-scuro, con qualche luce e ancora troppe ombre. Tra le prime, per esempio, l’approvazione della legge sul “dopo di noi, pur con tutti i suoi limiti, l’incremento (anche in Italia) delle iniziative di turismo accessibile e, sui media, maggiore attenzione all’accessibilità del webspot, film e serie TV che restituiscono una visione nuova della disabilità, più attenta alla dignità personale che alla malattia in sé, senza dimenticare il grande successo delle Paralimpiadi di Rio. E, last but not least, permettetemi un riferimento più “personale”: in questo 2016, ho lanciato, finalmente, questo progetto che, pur con pochi mesi di vita all’attivo, mi ha già permesso di conoscere realtà, persone e progetti che vogliono davvero, se non rivoluzionare, almeno migliorare la vita delle persone con disabilità.

nuovo anno

Ma, dicevamo, in questa fine anno, non possiamo non vedere le tante ombre che ancora offuscano il cielo sopra alle persone con disabilità: il lavoro che, nonostante le leggi e gli incentivi, continua ad essere un tasto dolente, le barriere architettoniche e culturali che ancora condizionano eccessivamente la vita di chi fa i conti con la disabilità, anche sul piano relazionale.

Apriamo, quindi, il capitolo “Propositi e desideri per il 2017“: cosa mi auguro, per questo nuovo anno, per me e per tutti coloro che convivono con una disabilità, motoria, sensoriale o intellettiva che sia? Ecco la mia personalissima “lista dei desideri“:

  1. Città e paesi più accessibili e attenti alle esigenze di tutti, non solo in occasione di “eventi speciali”, e non solo in Italia o all’estero
  2. Maggiori opportunità di lavoro qualificato per le persone con disabilità, senza pregiudizi su capacità, competenze e produttività
  3. Una società più aperta all’inclusione delle persone con disabilità, in ogni ambito, non escluso quello affettivo e relazionale in genere, perché anche noi persone con disabilità usciamo, ci divertiamo, c’innamoriamo (e non necessariamente e non solo “tra di noi”)!

Affinché si realizzino, però, non è sufficiente l’azione dei singoli: dovremo tutti “fare sistema“, lavorare insieme per esigere ciò che ci spetta di diritto, senza accontentarci di riceverlo “per gentile concessione”. Perché è sicuramente importante pensare a come aiutare le persone con disabilità non autosufficienti che non possano contare sul sostegno dei familiari, ma non lo è meno mettere in atto accorgimenti e misure che migliorino l’autonomia e salvaguardino la dignità personale di chi vive con una disabilità.

E i vostri, di desideri, per il nuovo anno, quali sono? Vi va di condividerli nei commenti?

B&B Like Your Home: accessibilità e inclusione

Spesso, i grandi progetti nascono da un’intuizione casuale o da un incontro fortuito. È questo, per esempio, il caso di B&B Like Your Home, un bellissimo progetto incentrato sui concetti di accessibilità, inclusione e valorizzazione delle persone con disabilità fortemente voluto da Cetty Ummarino, una di quelle persone che, di fronte alle difficoltà, non si arrendono, ma cercano una soluzione e non si fermano finché non l’hanno trovata. Ho avuto il piacere di conoscere Cetty e di parlare con lei di questo progetto grazie a contatti comuni e voglio farlo conoscere anche a voi.

Che cos’è B&B Like Your Home?

È una rete di bed & breakfast adattati alle esigenze di tutti i turisti, compresi quelli con disabilità o con esigenze specifiche (ad esempio, i celiaci), gestita direttamente da persone con disabilità, coadiuvate dai familiari e dalle persone che le assistono e le seguono “affettivamente”. L’obiettivo non è solo quello di creare strutture ricettive che rispondano alle esigenze specifiche di turisti con disabilità, ma anche quello di valorizzare le abilità e le competenze delle persone con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva nell’ambito del turismo e della ristorazione, favorendone anche l’inserimento nel mondo del lavoro, in genere alquanto ostica per loro. Ad oggi, questo network, unico nel suo genere in Italia, conta 15 strutture distribuite nelle province di Napoli e Salerno.

B&B Like Your Home

Com’è nata l’idea di B&B Like Your Home?

Come spesso accade, è nato tutto per caso. Io mi occupo di formazione in ambito turistico, erogando soprattutto formazione “sul campo” nelle zone interne della Campania, spesso meno pronte rispetto a quelle costiere a gestire efficacemente ristorazione e turismo in genere. In occasione di una trasferta di lavoro, ho conosciuto una ragazza con una grave disabilità motoria e mi sono resa conto che, per le persone nella sua condizione, spesso è difficile “andare verso il mondo”, a causa delle tante barriere architettoniche e culturali. Allora, mi sono resa conto che era necessario fare qualcosa di concreto per aiutarle, andando oltre il mero assistenzialismo, ma valorizzandone abilità e competenze.

Cetty Ummarino allo Startup Italian Open 2016

Cetty Ummarino allo Startup Italian Open 2016

Qual è la particolarità delle strutture che aderiscono al network di B&B Like Your Home”?

Si tratta di strutture nelle quali già vivono persone con una particolare disabilità e, quindi, già pronte a soddisfare le esigenze di chi vive una condizione analoga (per fare un esempio concreto, in un b&b gestito da una persona non vedente sarà normale trovare sveglie per non vedenti, così come in uno gestito da una persona con disabilità motoria ci saranno ausili e accorgimenti idonei), senza per questo escludere dall’accoglienza tutti gli altri turisti (inclusi i normodotati). In questo modo, si riesce a dare dignità al lavoro, ai ragazzi con disabilità e a ciò che fanno, visto che, oltre a gestire la struttura e preparare i pasti (seguendo il modello dell’home restaurant), producono artigianalmente e vendono manufatti. Ciò consente a questi ragazzi, in qualche maniera, di diventare anche ambasciatori del proprio territorio.

B&B Like Your Home

Quali sono i piani di B&B Like Your Home per il 2017?

Contiamo di estendere il network per coprire anche le province di Benevento, Avellino e Caserta, aprendoci anche agli over 60 e adattando il modello anche agli appartamenti turistici, in aggiunta ai bed & breakfast. Abbiamo anche in programma iniziative collaterali, per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e l’incontro tra loro e le aziende presenti sul territorio.

Un progetto decisamente ambizioso, ma che -ne sono certa- continuerà a crescere. Anche perché la forza e l’energia di Cetty sono davvero contagiose!

Sport invernali e accessibilità: lo sci “per tutti”!

Siamo quasi in inverno, un periodo dell’anno spesso ricco d’insidie per chi ha difficoltà motorie: temperature gelide, neve e piogge battenti non sono esattamente “amiche” di chi fa i conti quotidianamente con problemi fisici. Che dite? “Almeno ci si potesse distrarre e divertire sciando o dedicandosi agli sport invernali!”. Beh, buone notizie: con qualche accorgimento e un po’ di preparazione, anche chi ha una disabilità motoria o sensoriale può divertirsi a sfrecciare sulla neve, grazie alle varie forme di handiski, una variante dello sci che, con tecniche specifiche e con l’utilizzo di vari supporti, è adatta alle esigenze di tutti, indipendentemente dalla disabilità specifica: perfino le persone paraplegiche possono farlo!

sport invernali per disabili

Sono sempre più numerosi gli impianti attenti all’accessibilità per i portatori di handicap e a consentire anche a chi ha una disabilità d’imparare a sciare, puntando anche a portare i più “dotati” ad un livello di preparazione tale da permettere loro di cimentarsi nei giochi paralimpici dedicati agli sport invernali. Per esempio, in provincia di Reggio Emilia, opera lo Sci Club “Lupi di Civago“, che organizza corsi tenuti da maestri appositamente addestrati, riservati a persone con disabilità motorie o sensoriali e, in questi anni, ha preparato anche atleti che si sono cimentati nelle Paralimpiadi invernali.

monosci

A Folgaria, in provincia di Trento, grazie al progetto “Scie di passione“, anche le persone con disabilità possono seguire lezioni di sci dedicate, tenute anche da maestri preparati (tra i quali anche uno con disabilità), che utilizzano anche strumenti come dual-sci, monosci, bass-board (uno snowboard speciale, pensato proprio per chi ha una disabilità motoria) per consentire proprio a tutti di divertirsi dedicandosi agli sport invernali (sci di fondo compreso) ed usufruendo anche di rifugi accessibili a tutti. Inoltre, in Trentino, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, gli sciatori con disabilità e i loro accompagnatori hanno diritto a sconti consistenti sul costo degli skipass.

sci disabili

Quindi, perché rinunciare a priori? Con qualche ricerca e organizzandosi per tempo, tutti possono divertirsi sulla neve!

Metti una sera (accessibile) alla Scala…

ToscaSi avvicina il 7 dicembre, che, a Milano, significa festa del patrono (S. Ambrogio) e apertura della stagione del teatro più celebre della città: la Scala. Quest’anno, l’opera scelta per la “prima” è la “Tosca” di Giacomo Puccini, la struggente storia dell’amore tra la cantante Floria Tosca e Mario Cavaradossi (ricordate la celebre aria “Vissi d’arte“?). Vi piacerebbe assistere ad una delle rappresentazioni dell’opera nella suggestiva cornice della Scala, ma vi preoccupa l’accessibilità del teatro stesso e dei posti? Buone notizie: il teatro mette a disposizione degli spettatori con disabilità motoria (in carrozzina e non) e dei loro accompagnatori alcuni posti in platea (area nella quale l’accessibilità è facilitata da alcuni scivoli e che dispone anche di un bagno attrezzato per le persone con disabilità), in tutte le rappresentazioni. Per l’esattezza, vi sono:

  • 3 posti riservati agli spettatori su sedia a rotelle (e relativi accompagnatori)
  • 1 posto riservato a spettatori con grave invalidità o ridotta capacità motoria (più accompagnatore)

Teatro alla Scala

Il biglietto per l’accompagnatore è gratuito, mentre quello per la persona con disabilità è venduto a prezzi agevolati, secondo questo listino:

  • Opera: da € 80
  • Balletto: da € 50
  • Sinfonica: da € 40
  • Recital piano: € 40
  • Recital di canto: € 17
  • Concerto di Natale: € 60
  • 7 Dicembre: € 250

Teatro alla Scala - interni

Vi state chiedendo come riservare il vostro posto alla Scala? Per il 7 dicembre i tempi sono un po’ stretti, ormai, ma potete sempre assistere ad una delle repliche dell’opera o ad un’altra delle rappresentazioni in programma per la stagione scaligera. Tutto ciò che dovete fare, una volta individuata quella che v’interessa sul sito del teatro e verificato che le vendite dei biglietti siano iniziate, è contattare la Biglietteria Centrale della Scala al numero 02/88796112 per riservare il vostro posto e acquistare il relativo biglietto. Ricordate di specificare sempre, quando prenotate, se utilizzate una sedia a rotelle o avete bisogno del posto a sedere: eviterete problemi al momento della rappresentazione!

Vi ho fatto venire voglia di vedere la “Tosca” alla Scala? Bene: scaricate il libretto per seguire meglio la rappresentazione!

Università e studenti con disabilità: le agevolazioni

La scelta dell’università rappresenta una tappa importante nella vita dei giovani, alla quale, spesso, si arriva dopo lunghe riflessioni e valutazioni. Ciò vale a maggior ragione per gli aspiranti universitari che debbono fare i conti con disabilità di vario tipo. Nel loro caso, oltre al percorso di studi e alle prospettive occupazionali, è d’obbligo valutare anche l’accessibilità dell’ateneo  e della città scelti (in fondo, non si vive di solo studio, soprattutto da giovani, no?) e, a seconda dei casi, la disponibilità di servizi di assistenza di vario tipo a favore degli studenti con disabilità.

università - ragazza

La normativa attualmente in vigore (e, in particolare, la legge 17/1999) garantisce il diritto allo studio di tutti gli studenti, disabili e non, non solo durante la scuola dell’obbligo, ma anche per tutto il percorso universitario. A tale scopo, tutte le università, ormai, mettono a disposizione dei propri studenti con disabilità o con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) servizi di assistenza, didattica e non, per consentire anche agli studenti con disabilità di vivere a pieno l’esperienza universitaria, riducendo al minimo i disagi. Oltre all’assistenza didattica ed amministrativa, molti atenei offrono servizi di trasporto dedicati e accompagnamento da parte di volontari selezionati ed appositamente formati alle principali stazioni ferroviarie o sui mezzi pubblici e, in molti casi, buoni taxi.

Se avete bisogno di questo tipo di servizi, prima d’iscrivervi all’università, accertatevi che l’ateneo da voi scelto li eroghi ed informatevi bene sulle modalità e le tempistiche di richiesta ed erogazione, contattando l’Ufficio Disabilità dell’ateneo: eviterete spiacevoli sorprese in seguito. Inoltre, se avete una disabilità motoria o sensoriale, è fortemente consigliabile un bel “giro di ricognizione” dei locali dell’università, delle aule e di tutte le sedi e gli uffici in cui potreste dovervi recare durante il vostro percorso di studi.

università - ragazzo

Inoltre, tenete presente che la maggior parte delle università italiane prevede una tassazione fortemente ridotta (quando non la totale gratuità) per gli studenti con disabilità, nonché borse di studio dedicate (e destinate agli studenti particolarmente meritevoli) e la precedenza nell’assegnazione degli alloggi in convitti, case dello studente e altre residenze convenzionate con l’ateneo. Per usufruirne, al momento dell’immatricolazione, dovrete presentare il vostro certificato d’invalidità e la documentazione ISEE (se l’agevolazione è legata al reddito).

Tutto chiaro? Allora, buona scelta e buono studio!

Disability manager: un facilitatore dell’inclusione

Abbiamo parlato più volte dell’importanza del lavoro per la piena inclusione delle persone con disabilità nella società, sottolineando come, nel nostro Paese, siano in vigore varie leggi e misure che mirano a facilitare questo processo. Eppure, anche durante la V Conferenza Nazionale sulle politiche sulla disabilità, svoltasi a Firenze a settembre, è emerso come la piena occupazione delle persone con disabilità in età da lavoro sia ancora un obiettivo lontano. Come arrivarci? Tra le misure auspicate in quell’occasione, c’è l’introduzione, in tutte le aziende del settore privato, della figura del disability manager. Ma chi è e cosa fa esattamente?

Disability Manager

un po’ di storia

Il disability management, come approccio, nasce a fine anni Ottanta, diffondendosi, all’inizio, in Canada, USA e Nord Europa. In Italia, se ne parla per la prima volta nel 2009, pensando al disability manager come figura da inserire nella pubblica amministrazione, col compito di agire da facilitatore, costruendo soluzioni che garantiscano alle persone con disabilità la massima autonomia in tutti gli ambiti della vita, dall’accessibilità urbanistica all’inclusione scolastica, dal lavoro al turismo. Nel 2010, è nata la SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), che raccoglie più di 150 associati su tutto il territorio nazionale.

come si diventa disability manager?

Il disability manager è un professionista (architetto, medico, fisiatra, assistente sociale, avvocato, etc.) che si è specializzato in quest’ambito attraverso un apposito corso universitario (ad oggi, ce ne sono a Milano, Napoli e Padova), acquisendo competenze tecniche di alto livello, spendibili sia all’interno della pubblica amministrazione che in aziende private.

disability manager e lavoro

Ma quale sarebbe il contributo del disability manager all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità? A questa figura spetterebbe il compito di agevolare la relazione tra l’azienda e la persona con disabilità, sia nella fase di selezione, assunzione ed inserimento che per tutta la carriera del lavoratore in quell’azienda, garantendo l’eliminazione di tutti gli ostacoli che impediscono al lavoratore stesso (sia che la sua disabilità sia congenita, sia che l’abbia acquisita durante il percorso lavorativo) di accedere al lavoro o di svolgerlo in maniera soddisfacente, indipendentemente dalla propria condizione di disabilità, individuando le soluzioni più idonee (per fare un esempio, lo smartworking).

meeting

Percorsi di questo tipo, in Italia, sono già attivi in alcune grandi aziende (tra le altre, UniCredit, Enel, Eli Lilly) ed amministrazioni pubbliche (per esempio, i Comuni di Bologna ed Alessandria). L’auspicio è che si diffondano ulteriormente, a beneficio della società nel suo complesso.

Web accessibile: la nuova direttiva UE

Oggigiorno, Internet ha un ruolo centrale nella vita di ciascuno di noi. Informazioni, acquisti, pratiche burocratiche, lavoro, interazioni sociali, film e serie televisive, musica: sono tantissime le cose per le quali utilizziamo il web, con risparmio di tempo, soldi ed energie. Per questa ragione, è essenziale investire  seriamente su un web accessibile.

web accessibile

Il diritto ad Internet sta entrando a far parte delle carte costituzionali di molti Paesi e, negli anni scorsi, un percorso in questa direzione è stato intrapreso anche in Italia, giungendo alla definizione della “Dichiarazione dei Diritti in Internet“, documento nel quale si legge, tra l’altro:

L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale. Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Abbiamo parlato anche qui di iniziative volte a garantire un web accessibile a tutti gli utenti. Pochi giorni fa, il Parlamento Europeo ha approvato, a larghissima maggioranza, la “Direttiva sull’accessibilità del web“, una norma che, nello specifico, mira a consentire a tutti, incluse persone anziane e con forme di disabilità, di accedere facilmente al web, con particolare attenzione ai siti della pubblica amministrazione.

La direttiva si applica, in particolare, ai siti web e alle app per dispositivi mobili di: amministrazioni pubbliche, tribunali, dipartimenti di polizia, ospedali pubblici, università e biblioteche. Questi enti saranno tenuti a fornire e aggiornare regolarmente una “dichiarazione di accessibilità particolareggiata” sulla conformità alla direttiva dei loro siti web e applicazioni mobili, includendo una spiegazione su quelle parti di contenuto non accessibili e motivandone le ragioni. Inoltre, gli utenti dovranno avere la possibilità, attraverso un meccanismo di feedback, di segnalare eventuali problemi e richiedere informazioni sui contenuti non accessibili.

Una misura sempre più necessaria, considerato che, ad oggi, nella UE ci sono circa 80 milioni di persone con una qualche forma di disabilità o difficoltà ad accesso al web. La direttiva entrerà in vigore entro 20 giorni dall’approvazione e gli Stati membri avranno, da allora, 21 mesi di tempo per adeguarsi. Trascorso quest’arco di tempo, entro un anno, tutti i nuovi siti web delle amministrazioni pubbliche messi online nella UE dovranno essere accessibili. Per i siti già esistenti, ciò dovrà avvenire entro due anni, per le app mobili entro 33 mesi.

Tempi non brevi, certo, soprattutto se consideriamo quanto rapidamente si evolve il web. Ma questa direttiva rappresenta comunque un importante passo avanti verso un web accessibile a tutti, frutto dell’impegno in tal senso da parte dell’EDF (European Disability Forum).

Milanopertutti, per scoprire la Milano accessibile

Presentato qualche giorno fa, è online da oggi Milanopertutti, il nuovo portale frutto di un progetto promosso dal Comune di Milano, in collaborazione con varie associazioni lombarde dedicate alle esigenze delle persone con disabilità, con l’obiettivo di fornire ai turisti con disabilità o bisogni specifici tutte le informazioni utili per vivere al meglio il proprio soggiorno in città.

Milanopertutti - Duomo

Sul sito, molto facile da navigare anche perché progettato seguendo tutti gli standard di accessibilità, è possibile trovare informazioni sull’accessibilità di musei, monumenti e chiese d’interesse storico ed artistico, ristoranti, cinema, teatri e quant’altro possa catturare l’interesse del turista in visita nella città meneghina. Non mancano dati e link relativi all’accessibilità dei trasporti pubblici urbani, delle principali stazioni ferroviarie e degli aeroporti cittadini, nonché suggerimenti relativi ad itinerari ed eventi accessibili, per soddisfare le esigenze di ogni tipologia di turista.

Grande attenzione alle esigenze delle persone sorde, con un video di presentazione del progetto in LIS e una sezione dedicata espressamente a loro, con contatti e app utili per godersi la città senza troppi patemi.

Milano - Castello Sforzesco

Milanopertutti rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno della città per diventare davvero “per tutti”, che le è valso anche il “City Access Award 2016“, riconosciuto dall’Unione Europea alle città che si distinguono per l’impegno a migliorare l’accessibilità.

Tutto bene, quindi? Non proprio. C’è ancora parecchia strada da fare, affinché la città diventi effettivamente “per tutti”, sia per i turisti che per chi ci vive o viene quotidianamente per lavoro o studio e si trova a dover fare i conti con troppe barriere architettoniche e culturali, dure da scardinare: servizi non ancora capillari (è il caso, per esempio, degli ascensori nelle stazioni della metropolitana o delle rampe e delle pedane abbassabili sui mezzi di superficie) e che, spesso, dove ci sono,  hanno una manutenzione carente (in termini sia di funzionalità che, più banalmente, di pulizia e decoro), uffici, negozi e luoghi di ritrovo e svago che faticano a rendersi davvero accessibili a tutti, etc.

Milano - tram

Si pensa spesso che, affinché una città (Milano, ma non solo) sia effettivamente “accessibile” basti collocare scivoli o ascensori qua e là (cose importantissime, per carità). Bisognerebbe, però, imparare a guardare gli spazi con gli occhi degli utenti, tenendo presente anche che non tutte le persone con disabilità si spostano su sedia a rotelle e, quindi, per fare un esempio, lo scivolo che, per chi utilizza la sedia a rotelle, è essenziale (se fatto bene, naturalmente), per chi cammina con le proprie gambe ma deve aiutarsi con delle stampelle, può rappresentare un ostacolo ancor più insormontabile di un semplice gradino.

L’avventura di Milanopertutti è appena iniziata, quindi, per il momento, mi limito a salutare con gioia questo nuovo strumento. Ma non posso non augurarmi che, con l’andare del tempo (magari, non secoli), possa crescere e rispondere, man mano, alle esigenze di mobilità autonoma di tutte le persone con disabilità, e non solo. Perché non va dimenticato: una città (e, allargando la prospettiva con un po’ di ambizione, un mondo) a misura di tutti non serve solo ad una porzione ristretta della società (disabili, anziani, bambini), ma rappresenta un vantaggio per la collettività nel suo complesso.

“…ma così è la vita!”: il design abbatte le barriere

associazioneA volte, bastano pochi accorgimenti per semplificare, di molto, la vita delle persone. Ciò vale, in particolare, per chi convive con una condizione fortemente invalidante, come, per esempio, quella che deriva dalla corea di Huntington, una malattia genetica neuro-degenerativa che ha effetti sulla coordinazione muscolare e porta ad un lento declino cognitivo. Proprio pensando a questo, AICH Onlus Milano, l’associazione che, dal 1979, riunisce i familiari di persone affette dalla malattia di Huntington, ha promosso “…ma così è la vita!, il progetto di Design For All in collaborazione con il Politecnico di Milano e con grandi nomi del design.

logo ma così è la vita

L’obiettivo è proprio quello di utilizzare creatività ed innovazione per realizzare oggetti utilizzabili nella vita di tutti i giorni, allo scopo di renderla più agevole, sia per i malati di Huntington che per i loro familiari e, di conseguenza, per tutti. Tra le varie iniziative previste dal progetto “…ma così è la vita!”, rientra Junior Design Contest Under 35, aperto a designer e architetti under 35 chiamati a progettare una particolare tavoletta del wc: un oggetto, questo, che, a chi non convive con la malattia, può apparire banale, ma che, se realizzato in modo più rispondente alle esigenze dei malati, può fare realmente la differenza.

Il contest, presentato a giugno, si concluderà con la premiazione il 3 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità.

designer

come partecipare

La partecipazione al contest del progetto “…ma così è la vita!” è aperta a progettisti con età inferiore ai 35 anni (nati dopo il 2 novembre 1980), che potranno inviare i loro progetti, presentandoli nel modo che preferiscono, entro il 3 novembre 2016, seguendo le indicazioni contenute nel regolamento.

I lavori saranno esaminati da una prestigiosa giuria, costituita da esperti di design, rappresentanti di associazioni ed enti in prima linea nella lotta contro le malattie neurologiche e le barriere, che selezionerà i migliori.

racconti

Tutti i materiali selezionati saranno esposti in una mostra, che avrà luogo nel 2017, ed inclusi nel catalogo realizzato per l’occasione. La mostra raccoglierà anche gli oggetti di Design For All realizzati da alcuni designer famosi (detti “grandi matite“) per rappresentare la malattia di Huntington.

Inoltre, l’associazione AICH presenterà i migliori progetti ad aziende con le quali collabora, per valutarne la fattibilità. Gli introiti derivanti dalla vendita dei prodotti ritenuti idonei alla produzione industriale verranno divisi equamente tra il designer e l’associazione AICH Milano Onlus (che si impegna ad utilizzare i fondi raccolti in progetti di sostegno e supporto ai malati e alle famiglie coinvolte nella Malattia di Huntington). Tutti i progetti saranno lanciati sul mercato con il marchio “… ma così è la vita!”.