Contrassegno disabili: cos’è e come ottenerlo

Spostarsi quotidianamente utilizzando l’automobile è sicuramente comodo, soprattutto se si ha qualche problema di mobilità, ma come la mettiamo col parcheggio? Esistono ormai ovunque parcheggi riservati alle persone con disabilità, generalmente (a parte qualche eccezione…) collocati in aree prive di barriere architettoniche, per consentire alle persone (o a chi le aiuta, nel caso di soggetti che necessitano di assistenza) di salire e scendere comodamente dalla vettura. Ma come usufruirne e far valere il proprio diritto, in barba ai tanti “furbetti” (o “distratti”?) che non si avvedono dell’apposito simbolo distintivo? La risposta è il contrassegno disabili, che, come previsto dal Codice della Strada, se apposto sul parabrezza dell’auto della persona disabile, dà diritto ad usufruire delle aree di sosta riservate.

auto con contrassegno disabili

CHI PUò richiederlo?

Possono richiedere il contrassegno disabili:

  • Persone con disabilità permanente, riconosciute «persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta»
  • Persone non vedenti
  • Persone con disabilità temporanea: per soggetti affetti da deambulazione ridotta o impedita circoscritta ai tempi di guarigione. In questo caso, il pass avrà una durata limitata a quella indicata dalla certificazione medica attestante il periodo di durata dell’invalidità.

Per richiedere il contrassegno, non è necessario né possedere un’auto né avere la patente: la persona con disabilità può richiederlo ed utilizzarlo su qualunque mezzo destinato alla propria mobilità, a patto di ricordarsi di esibirlo quando si trova a bordo del veicolo stesso. L’esposizione del contrassegno quando il disabile non è a bordo comporta, invece, una sanzione. In ogni caso, va ricordato che il contrassegno non consente la sosta in tutte le aree nelle quali questa è normalmente vietata.

come richiedere il contrassegno disabili?

Il contrassegno disabili va richiesto tramite apposita domanda al proprio Comune di residenza, esibendo, se se ne è già in possesso, la documentazione che attesta la disabilità. Nel caso in cui la disabilità non sia ancora stata certificata o in caso di disabilità temporanea, prima di poter presentare la domanda, è necessario che un’apposita commissione medica accerti le  difficoltà motorie o visive del soggetto richiedente. Il contrassegno disabili è, normalmente, gratuito: è previsto il pagamento di una piccola quota solo per i contrassegni temporanei.

QUANTO DURA E COME RINNOVARLO?

In genere, il contrassegno disabili dura 5 anni. In caso di disabilità temporanea, invece, la durata è limitata al persistere della disabilità e, in ogni caso, non può essere superiore ai 5 anni.

Per rinnovarlo, tre mesi prima della scadenza del contrassegno esistente, bisogna presentare richiesta di rinnovo, dimostrando il persistere del diritto allo stesso con apposita certificazione.

contrassegno disabili europeo

IL contrassegno disabili europeo

Fino al 15 settembre 2012, il contrassegno disabili era di colore arancione. A partire da quella data, invece, è entrato in vigore il nuovo contrassegno europeo: restano immutate modalità di richiesta e validità. In più, è possibile utilizzare il contrassegno non solo nel proprio Paese, ma in tutta l’Unione Europea, proprio per consentire anche ai cittadini con disabilità di muoversi liberamente all’interno della UE. Inoltre, in vari Paesi, sono previste specifiche agevolazioni per i disabili, delle quali si può usufruire anche come turisti, esibendo questo contrassegno.

Per maggiori informazioni sulle modalità di richiesta del contrassegno, potete fare riferimento al vostro Comune di residenza.

 

Voglio guidare!

L’automobile (e la possibilità di guidarla) è uno dei simboli più “forti” dell’autonomia e della libertà di movimento. Ma si può guidare anche se si è affetti da una disabilità fisica? La risposta è sì, coi dovuti accorgimenti. State pensando a KITT, la “supercar” dell’omonimo telefilm anni ’80? No, non c’è bisogno di arrivare a tanto!

In attesa che vengano messe in commercio (magari perfezionate sotto il profilo della sicurezza…) le auto che si “guidano da sole”, se si vuole guidare, è ancora indispensabile la patente, che, in caso di disabilità, è “speciale“. Come ottenerla?

Voglio guidare!

Voglio guidare!

  1. Per prima cosa, bisogna sottoporsi ad una visita presso la Commissione Medica Locale, che accerterà l’idoneità della persona alla guida. Oltre ai medici, della Commissione fanno parte ingegneri della Motorizzazione Civile e, all’occorrenza, altri tecnici. Durante la visita, ci si può anche far assistere da un medico di fiducia e, naturalmente, va esibita la documentazione relativa alla disabilità.
  2. Se la Commissione ha espresso un parere favorevole e rilasciato il certificato d’idoneità (sul quale sono anche annotate le modifiche da apportare al veicolo per consentire al soggetto in questione di guidarlo), si hanno 90 giorni di tempo per ottenere il foglio rosa. In caso di parere negativo o se le modifiche consigliate non vengono ritenute necessarie, si ha un mese di tempo per presentare ricorso.
  3. Ottenuti certificato d’idoneità e foglio rosa, è possibile prepararsi all’esame di guida esercitandosi su un veicolo (o un simulatore di guida) che presenti gli adattamenti consigliati dalla Commissione Medica. Durante l’esame, l’ingegnere della Motorizzazione potrà confermare questi adattamenti (ad esempio, cambio automatico, freno ed acceleratore manuali, etc.) o suggerirne altri.
  4. Sulla patente di guida, andranno indicati i codici europei corrispondenti alle modifiche definitive e alla minorazione dalla quale è affetta la persona.

La “patente speciale”, in genere, va rinnovata ogni 5 anni (o anche meno, a seconda delle condizioni del soggetto),  presentando (meglio se con un certo anticipo) alla Commissione Medica Provinciale, un certificato medico, redatto su apposito modulo, e copia della patente in possesso, richiedendo un appuntamento per la visita di idoneità.

Ma non è tutto. Per l’acquisto dell’automobile di proprietà della persona disabile (o destinata a trasportarla, anche se guidata da un familiare che abbia a carico il disabile, per esempio), la legislazione italiana prevede particolari agevolazioni di natura fiscale:

  1. la detrazione dall’IRPEF del 19% del costo del veicolo
  2. l’aliquota IVA agevolata del 4% (invece di quella ordinaria) per veicolo ed eventuali optional
  3. l’esenzione dal pagamento del bollo auto e dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà

Di tutte queste agevolazioni si può usufruire per un solo veicolo e, in particolare, si può godere dell’IVA agevolata solo per l’acquisto di un veicolo ogni 4 anni (a condizione che quello per cui si è usufruito dell’agevolazione nei periodo precedente sia stato demolito e, quindi, cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico.

Tutto chiaro? Buona guida!

Mai più “figli di un Dio minore” (grazie alla LIS)!

Ricordate il bellissimo film del 1986 con William Hurt e Marlee Matlin, che racconta la storia d’amore tra un insegnante che lavora in un istituto per sordi e una ragazza, per l’appunto sorda, dello stesso istituto?

Bella storia, certamente, ma, a 30 anni di distanza, molte cose sono cambiate. Le persone sorde non vivono più “nell’ombra”, ma chiedono -giustamente- di far attivamente parte della società civile.

Perché ciò avvenga realmente, però, è essenziale dare attuazione pratica a principi fissati, ad oggi, solo sulla carta o poco più. Per esempio, l’obbligatorietà della presenza, almeno negli uffici ed enti pubblici, di una figura fondamentale per consentire alle persone sorde (e non “sordomute”, che si è erroneamente detto per troppi anni, visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’handicap riguarda solo l’udito e la difficoltà di articolazione manifestata da alcuni soggetti, sordi dalla nascita o dalla primissima infanzia, ne è solo la naturale  conseguenza): l’interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana).

Associazioni come l’ENS (Ente Nazionale Sordi) e l’ANIOS (Associazione Interpreti di Lingua dei Segni Italiana) si battono da tempo per il riconoscimento dell’imprescindibile presenza di questa figura professionale presso ospedali, uffici pubblici e studi privati, scuole ed università, ma anche in luoghi di aggregazione come cinema, teatri ed impianti sportivi, per consentire alle persone sorde di comunicare con chi non conosce la loro “lingua naturale” e di comprendere a pieno ciò che succede intorno a loro.

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Esistono anche vari casi d’inserimento della LIS nei programmi d’insegnamento di alcune scuole o classi, magari per favorire l’integrazione di studenti sordi. Che bello sarebbe se questa, che è una vera e propria lingua con alfabeto e regole grammaticali precise e codificate, venisse insegnata ovunque, con dignità pari all’italiano, all’inglese e a tutte le altre lingue straniere che, giustamente, studiamo!

 

Prendere l’aereo? Missione possibile!

Abbiamo parlato dei servizi che consentono a tutti di viaggiare senza problemi in treno. E se optassimo per una meta più lontana, da raggiungere in aereo?

Nessun problema neanche lì! Che si viaggi da soli o in compagnia di qualcuno (se adulto e in buona salute, potrà fungere da accompagnatore), in Italia o all’estero, ormai tutte le compagnie aeree offrono il servizio di assistenza a disabili, anziani, famiglie con bambini, minori non accompagnati, etc. Qui parleremo solo della cosiddetta “assistenza speciale“, ovvero il servizio riservato a disabili (fisici o sensoriali, sia che la disabilità sia transitoria – ad esempio, conseguenza di un incidente o di un intervento chirurgico- che definitiva) ed anziani.

Come richiederlo? Le modalità variano a seconda della compagnia aerea: per telefono, sul sito via chat dopo la prenotazione o, ancora, flaggando l’apposito box durante la prenotazione stessa. In ogni caso, il servizio è sempre assolutamente gratuito. Perciò, perché non approfittarne?

I vettori sono tantissimi, per cui evito di fare “pubblicità occulta”: potete trovare tutte le indicazioni direttamente sul sito di quello con il quale sceglierete di volare.

Quanto a me, in questo post mi limiterò a darvi qualche consiglio su come richiedere il servizio, frutto di circa quattro anni d’esperienza diretta nel campo, visto che viaggio varie volte l’anno in aereo, per lavoro o turismo.

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  1. Pensateci per tempo! In caso di emergenza -e se il volo sul quale volete viaggiare non è al completo- il servizio di assistenza può essere richiesto anche al momento del check-in, ma tutte le compagnie aeree consigliano di richiederlo almeno 48 ore prima della partenza, con le modalità di volta in volta indicate sui loro siti web. Inoltre, se avete subito da poco un intervento chirurgico o avete una patologia che potrebbe non essere del tutto compatibile col volo, assicuratevi di portare con voi, in aeroporto, il MEDIF (Modulo d’Informazioni Sanitarie per Viaggi Aerei), che dev’essere compilato dal medico curante non oltre 7 giorni prima del viaggio. Si tratta di un documento nel quale il medico, indicando la patologia dalla quale è affetto il viaggiatore ed esprimendo parere favorevole (o sfavorevole) rispetto al viaggio in aereo, solleva il personale di bordo e la compagni aerea da ogni responsabilità, nel caso in cui insorgessero, durante il viaggio, problemi legati alla patologia stessa. Se state programmando le vacanze estive, quindi, organizzatevi in anticipo!
  2. Il giorno della partenza, arrivate in aeroporto con almeno 90 minuti d’anticipo rispetto all’orario del decollo del volo: in questo modo, il personale incaricato potrà garantirvi l’assistenza richiesta, sia all’interno dell’aeroporto che a bordo dell’aeromobile (se necessario).
  3. Cambiate la prenotazione, magari perché avete deciso di fermarvi per più tempo nella località che state visitando o, per qualsiasi ragione, dovete partire in anticipo? Ricordatevi di contattare il servizio di assistenza, per accertarvi che la modifica sia stata notificata anche a loro ed evitare brutte sorprese…
  4. Utilizzate una sedia a rotelle, delle stampelle o altri ausili e/o presidi (ad esempio, ossigeno)? Fatelo presente quando richiedete l’assistenza, in modo tale che il personale sia già pronto a gestire il vostro caso nel modo migliore.
  5. Avete bisogno di un cane-guida o di un altro animale che faccia da sostegno emotivo? Tranquilli: l’animale potrà viaggiare tranquillamente in cabina insieme a voi (senza bisogno di acquistare il biglietto anche per lui e senza restrizioni di peso), a patto che avvisiate per tempo la compagnia aerea (nel caso di animale che faccia da sostegno emotivo, dovrete farvi rilasciare dallo specialista un certificato che spieghi perché ne avete bisogno) e vi assicuriate che l’animale non disturbi gli altri passeggeri o il personale di bordo durante il volo.
  6. Durante il volo avrete bisogno di assumere dei farmaci? Anche in questo caso, potete portare a bordo la quantità che vi serve durante il viaggio, presentando ai controlli di sicurezza un certificato medico risalente a non più di 30 giorni prima della partenza, che illustri chiaramente quantitativi e modalità di assunzione degli stessi. Se vi serviranno aghi (normalmente vietati a bordo), dovrete avvisare il personale di bordo prima del decollo.

Tenete presente che, a seconda delle vostre esigenze e del tipo di aeromobile, le compagnie aeree prevedono delle limitazioni al numero di “assistenze speciali” presenti sul singolo volo: non si tratta di cattiveria o mancanza di sensibilità, ma, semplicemente, di un’ulteriore garanzia ai passeggeri di un livello di servizio idoneo alle loro esigenze. A bordo, infatti, vi sono, solitamente dei posti generalmente destinati a questi passeggeri (che, per motivi di sicurezza, non possono  sedersi, per esempio, in prossimità delle uscite di sicurezza), il cui numero varia a seconda della grandezza dell’aeromobile. Perciò, ecco un altro motivo -validissimo- per non aspettare l’ultimo minuto!

Avete bisogno di altre informazioni? Consultate il sito dell’ENAC o quello della compagnia aerea con la quale viaggerete!