“More Than Dis”: perché non mettersi in gioco?

Parliamo spesso, in questo spazio, di lavoro e di quanto, nonostante gli obblighi di legge, sia ancora difficile, per le persone con disabilità o gli appartenenti alle “categorie protette“, inserirsi nel tessuto socio-economico e realizzarsi anche sul piano professionale (con tutte le ricadute sociali, psicologiche ed economiche del caso). Allora, perché non provare a fare il grande salto e “mettersi in proprio“?  Da questo presupposto parte l’idea di “More Than Dis“, il concorso promosso dalla Fondazione Italiana Accenture, nata, come recita il sito web, per “trasferire tecnologie, competenze ed esperienze dal mondo profit al mondo non profit per facilitare lo sviluppo di piattaforme abilitanti concettuali e digitali nell’ambito della digital social innovation e dello sviluppo economico sostenibile”. Partner dell’iniziativa sono Jobmetoo, portale web dedicato espressamente alle opportunità di lavoro rivolte agli appartenenti alle “categorie protette”, e l’incubatore di startup specializzato in imprese ad alto valore sociale Make a Cube.  Contribuiscono, inoltre, Auticon, azienda di consulenza informatica che assume solo persone con disturbi dello spettro autistico, e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

More Than Dis

L’EVENTO DI LANCIO DI more than dis

Tutti i dettagli su come partecipare a More Than Dis e sul regolamento del concorso saranno comunicati durante l’evento di lancio che si terrà a Milano, nella Sala Community della Fondazione Accenture in via Maurizio Quadrio, in zona Garibaldi, martedì 4 giugno dalle 11:30 alle 13:00. L’evento, al quale ci si può registrare gratis attraverso questo link, sarà anche l’occasione per discutere e mettere a confronto vari punti di vista sul tema della valorizzazione della diversità e la promozione dell’auto-imprenditorialità delle persone con disabilità.

Interessante, vero? Perché non cogliere quest’opportunità e provare a mettersi in gioco in prima persona, anziché aspettare sempre che siano altri a sceglierci o darci un’opportunità? Certo, non è semplice. Ma, con il supporto di esperti che conoscono anche le peculiarità della condizione di disabilità, vale almeno la pena di provare!

A presto con maggiori dettagli su More Than Dis!

Inclusive Job Day 2019: la tappa di Milano

Le aziende si rendono sempre più conto dei vantaggi che derivano dall’adozione di politiche inclusive e attente alla diversity, in tutte le sue declinazioni. Ne è un esempio l’aumento di eventi e career day dedicati proprio a “categorie protette” e lavoratori cosiddetti “svantaggiati”. Per esempio, l’Inclusive Job Day 2019, che torna a Milano, presso l’Acquario Civico, lunedì 13 maggio, dalle 10 alle 14. L’evento, organizzato da Inclusive Mindset in collaborazione col Comune di Milano, offre a persone appartenenti, per l’appunto, alle “categorie protette” (a causa di disabilità e non solo)  e a quelle di origine straniera la possibilità di farsi conoscere da aziende prestigiose, che potranno incontrare direttamente durante la giornata, sostenendo anche colloqui di lavoro. Inoltre, sarà possibile partecipare a sessioni di orientamento e dialogare con i rappresentanti delle aziende partecipanti sulle opportunità di lavoro e le competenze necessarie per ricoprire quei ruoli.

Inclusive Job Day

La precedente edizione dell’Inclusive Job Day di Milano – Foto ©Inclusive Mindset

Molte le aziende prestigiose che hanno partecipato alle precedenti edizioni dell’Inclusive Job Day, incontrando prevalentemente laureati e diplomati con competenze che spaziano dal finance al marketing, dalla logistica all’informatica, etc.

come iscriversi all’inclusive job day 2019?

Come per le edizioni precedenti, per partecipare all’Inclusive Job Day 2019 bisogna registrarsi o, se già registrati, accedere all’APP Inclusive Mindset, compilare il form e caricare il proprio CV, quindi cliccare su “Eventi” e selezionare il tasto relativo all’Inclusive Job Day per iscriversi. Il tutto, naturalmente, gratis.

Nella stessa giornata, inoltre, alla conclusione dell’Inclusive Job Day, sarà possibile partecipare al workshop gratuito sul Personal Branding su Linkedin. Anche in questo caso, per iscriversi è necessario accedere all’app e seguire la procedura indicata sopra.

Vi piacerebbe partecipare, ma Milano non è molto comoda per voi? Buone notizie: in autunno, l’Inclusive Job Day 2019 farà tappa anche a Roma e Torino.

Che aspettate? Aggiornate il curriculum e non fatevi scappare quest’opportunità! In bocca al lupo! 🙂

 

Personal branding e ricerca di lavoro: un workshop a Milano

Avete quasi certamente sentito parlare di “personal branding” e di quanto sia importante, soprattutto nell’attuale “era dei social”, anche per chi sta cercando un lavoro. In un momento storico in cui la domanda di lavoro è superiore all’offerta, creare e curare il proprio “brand” personale, infatti, è essenziale per emergere rispetto alla massa: cosa mi distingue rispetto alle altre centinaia (o migliaia) di persone che hanno le mie stesse competenze ed esperienze?

personal brandingDesigned by Waewkidja / Freepik

Il “personal branding” è fondamentale anche per le persone con disabilità che vogliano posizionarsi sul mercato del lavoro, sia che cerchino il primo lavoro sia che vogliano riposizionarsi. Per aiutarle, Inclusive Mindset e LinkedIn (il popolare “business social network”, al quale, se non lo siete già, vi consiglio d’iscrivervi) hanno organizzato un workshop durante il quale, con l’aiuto dei massimi esperti in materia, i partecipanti apprenderanno i principi del personal branding e i trucchi per utilizzare i social media per cercare lavoro.

 

workshop sul personal branding: dove e quando?

L’appuntamento col workshop dedicato al personal branding è per venerdì 15 febbraio dalle 17:00, a Milano, presso la sede italiana di LinkedIn, in uno dei grattacieli di Porta Garibaldi.  Al workshop seguirà un aperitivo, durante il quale i partecipanti avranno modo di farsi conoscere e scambiarsi informazioni utili.

Gli uffici di LinkedIn a Milano

Gli uffici di LinkedIn a Milano

come partecipare al workshop?

Per organizzare al meglio il workshop, la partecipazione (gratuita) è a numero chiuso e riservata esclusivamente a chi si registrerà. Siete interessati? Andate sul sito di Inclusive Mindset e compilate il form di registrazione, specificando anche se avete bisogno di supporti (per esempio, un interprete LIS o un accompagnatore, nel caso in cui abbiate una mobilità ridotta). Che aspettate? Se cercate il vostro primo lavoro o, magari, ne avete già uno, ma vorreste trovarne uno nuovo, più adatto a voi, non perdete quest’opportunità!

Recruiting Day Verona 2018: un’opportunità concreta

Abbiamo già avuto modo di parlare in più occasioni del Diversity Day, l’evento che facilita l’incontro diretto e personale tra aziende e persone con disabilità di vario tipo in cerca di un’opportunità lavorativa. Dopo il successo di Roma e Milano, quest’anno il Diversity Day aggiunge una nuova meta al proprio “tour”: Verona. Sarà proprio la città di Giulietta ad ospitare, il 7 novembre, il Recruiting Day, una giornata di incontri e colloqui programmati tra aziende prestigiose e persone con disabilità desiderose di farsi conoscere al di là del solito curriculum.

Recruiting Day

Il Diversity Day di Milano

recruiting day: dove e quando?

Il Recruiting Day si svolgerà dalle 9:30 alle 15:30 nella splendida cornice del Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra, nel cuore della città. Oltre a sostenere colloqui individuali con le aziende aderenti all’iniziativa (tra le quali, solo per citarne qualcuna: Accenture, ENI, Tigotà, Decathlon, GSK, Marriott, LIDL, Umana, Unicredit), i partecipanti all’evento potranno anche avvalersi della consulenza di esperti del settore per rivedere il proprio curriculum e prepararsi al meglio all’incontro con il potenziale datore di lavoro. Inoltre, come già avvenuto nelle altre tappe dell’evento, anche a Verona le persone sorde che ne faranno richiesta avranno a disposizione due interpreti LIS . Come richiedere questo supporto? Semplicemente, inviando una mail a info@diversityday.it.

logo Diversity Day

 

come iscriversi al recruiting day?

Per iscriversi al Recruiting Day di Verona, dal sito della manifestazione, si può raggiungere la piattaforma online che consente di completare il processo di registrazione in pochi passaggi, con la possibilità, per chi vuole, di accedere anche utilizzando il proprio profilo Facebook o LinkedIn, così da compilare in automatico alcuni dei campi richiesti. Il mio consiglio? Se avete un profilo LinkedIn (se non l’avete e cercate lavoro, vi consiglio di crearne subito uno!) curato e aggiornato, usate quello:  il “social recruiting” è sempre più utilizzato dalle aziende!

Aggiornate cv e profilo LinkedIn, iscrivetevi e… Buona fortuna!

Inclusive Job Day: un’opportunità per i talenti

Appartenete alle “categorie protette” e state cercando un lavoro? Segnatevi in agenda questo appuntamento: l’Inclusive Job Day, che si svolgerà a Milano, presso l’Acquario Civico, il prossimo 19 marzo, dalle 10 alle 15. L’evento, organizzato da Inclusive Mindset in collaborazione col Comune di Milano, offre la possibilità a persone appartenenti, per l’appunto, alle “categorie protette” (a causa di disabilità e non solo)  e a quelle di origine straniera la possibilità di farsi conoscere da aziende prestigiose, che potranno incontrare direttamente durante la giornata, sostenendo anche colloqui di lavoro.

Inclusive Job Day

Tra le aziende che hanno già confermato la propria partecipazione all’Inclusive Job Day di Milano: Apple, Alten, Ferrovie dello Stato, Mapei, Costa Crociere, Pirelli e Percassi. L’evento si rivolge sia a diplomati che a chi è in possesso di laurea e/o master, visto che i profili che le aziende desiderano incontrare vanno da quelli più idonei a ricoprire ruoli operativi o amministrativi a quelli più senior, anche con competenze manageriali.

come partecipare all’inclusive job day?

Per partecipare all’Inclusive Job Day, è necessario registrarsi gratuitamente sul sito di Inclusive Mindset, creare il proprio profilo inserendo tutte le informazioni richieste (né più né meno di ciò che fareste su un qualsiasi portale di offerte di lavoro, per intenderci) e confermare il tutto. Dopodiché, per iscriversi all’Inclusive Job Day, è consigliabile eseguire il logout dalla piattaforma, per poi rifare login e, selezionando la scheda “Eventi”, cliccare poi su “Iscriviti” in corrispondenza dell’Inclusive Job Day.

Inclusive Job Day

Come potete vedere dall’immagine qui sopra, per prepararsi all’evento, è possibile partecipare anche ad un’altra sessione (sempre previa iscrizione online), il 15 marzo, presso la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, durante la quale gli esperti di Adecco guideranno i candidati con suggerimenti su come prepararsi adeguatamente al Job Day.

Un’opportunità da sfruttare, in un momento in cui, come dimostrano anche vari convegni ai quali ho avuto occasione di partecipare in queste settimane, sembra esservi maggiore attenzione, da parte delle aziende, verso i temi dell’inclusione e della valorizzazione della diversity, in tutte le sue accezioni: di genere, etnica, religiosa, relativa all’orientamento sessuale, all’età, alla nazionalità. Tra l’altro, una ricerca della società di consulenza Boston Consulting conferma che le aziende che abbracciano maggiormente la diversity sono anche quelle più innovative.

Inclusive job Day - Boston Consulting

Quindi, aggiornate il curriculum e registratevi subito! Ci vediamo lì?

Diversity Day: aziende e lavoratori s’incontrano

Sappiamo tutti quanto, nonostante le leggi e le misure volte a favorire l’inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, sia difficile per le cosiddette “categorie protette” risultare appetibili per le aziende, al di là delle agevolazioni fiscali. Perciò, è con piacere che vi parlo di un evento che ha proprio come obiettivo dichiarato quello di facilitare l’accesso al mercato del lavoro a persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette attraverso il contatto diretto con i manager aziendali: il Diversity Day, un career day dedicato esclusivamente a questa categoria di profili professionali.

Diversity Day 2017

diversity day: l’evento

L’evento si svolge a cadenza annuale, a Roma e a Milano, per coprire tutto il territorio nazionale. La tappa milanese, quest’anno, si terrà martedì 5 giugno, dalle 9:00 alle 15:00, presso l’Università Bocconi, nell’edificio di via Guglielmo Röntgen 1.

Nel corso della giornata, sarà possibile non solo incontrare i rappresentanti delle aziende, ma anche recruiter qualificati, ai quali chiedere consigli su come strutturare un curriculum efficace o per prepararsi ad un colloquio di lavoro. Inoltre, per le persone sorde, sarà possibile avvalersi (previa prenotazione inviando una mail a info@diversityday.it) del supporto di un interprete LIS.

La partecipazione al Diversity Day è gratuita, previa registrazione (potete farla qui). I partecipanti all’evento – che anche stavolta è patrocinato da Jobmetoo- potranno incontrare i rappresentanti di molte aziende prestigiose, dei settori più disparati: da Accenture a A2A, da Bayer a Capgemini, da Generali a Intesa San Paolo, solo per fare alcuni esempi (trovate l’elenco completo sul sito dell’evento).

DIVERSITY DAY: IL PROGETTO

Ma il Diversity Day non finisce coi career day. L’obiettivo del progetto viene perseguito per tutto l’anno, attraverso una serie di servizi integrati, che vanno dalla diffusione di opportunità professionali rivolte a persone con disabilità e categorie protette al tutoraggio, dal supporto su adempimenti burocratici e agevolazioni fiscali alla formazione finanziata.

Diversity Day il progetto

Un’iniziativa importante, quindi, che ci auguriamo possa crescere, coinvolgere sempre più aziende e supportare efficacemente l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, non solo in posizioni “basse”, ma anche in ruoli di maggiore responsabilità. Perché disabilità non significa necessariamente incapacità  e l’accesso a lavori qualificati e qualificanti è essenziale, come abbiamo più volte ribadito, per l’effettiva inclusione sociale delle persone con disabilità.

Perciò, aggiornate i CV, iscrivetevi al Diversity Day e  in bocca al lupo!

Decreto Milleproroghe e diritto al lavoro per le persone con disabilità

Nei giorni scorsi, con l’approvazione (per adesso, solo al Senato, in attesa che si pronunci la Camera dei Deputati) del cosiddetto “Decreto Milleproroghe“, un’autentica doccia gelata si è abbattuta sulle speranze di più di 70.000 persone con disabilità di riuscire a vedere, finalmente, riconosciuto (seppure con l’aiuto di un’ulteriore legge) un diritto che, per tutti, è sancito dall’articolo 4 della nostra Costituzione: il diritto al lavoro.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società

Infatti, se fosse approvato anche dalla Camera, il Decreto Milleproroghe farebbe slittare al 1° gennaio 2018 l’entrata in vigore, per le aziende con più di 15 dipendenti, dell’obbligo di assumere (indipendentemente dalla volontà o necessità di effettuare nuove assunzioni) lavoratori con disabilità, per non incorrere nelle relative sanzioni, introdotte col Jobs Act. Rimarrebbe, naturalmente (e fortunatamente!) l’obbligo di assumerli nelle quote previste in caso di nuove assunzioni. Ma resta il fatto che, con l’eventuale (ennesimo) slittamento di un obbligo più stringente, si porrebbe un altro ostacolo (anche in questo caso, l’ennesimo) all’effettiva inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, con le ovvie ricadute sul loro riconoscimento come membri a pieno titolo della società.

Esistono aziende che, trovandosi nella necessità di assumere nuovi lavoratori, non si fanno condizionare dall’eventuale disabilità, ma scelgono la persona in virtù delle sue competenze o esperienze, valorizzandola e consentendole di dare un fattivo contributo all’attività e alla crescita dell’azienda stessa. Ma queste rappresentano ancora delle sporadiche, per quanto lodevolissime, eccezioni, a fronte di tante altre che, pur di non assumere il (supposto) “peso morto” (il pregiudizio secondo il quale la “categoria protetta” lavora poco ed è “sempre in malattia” è duro a morire…), pagano la multa o di quelle che assumono le “categorie protette” (niente da fare: questa dicitura non riesco proprio a farmela piacere…), anche qualificate, per poi destinarle a mansioni poco rilevanti o ostacolarne, di fatto, la crescita professionale e la carriera.

decreto milleproroghe e lavoro disabili

Mi è capitato spesso, negli anni, di essere contattata da aziende o società di selezione che mi offrivano un lavoro in quanto “categoria protetta”, senza prestare la minima attenzione al mio curriculum (non esattamente privo né di titoli, né di esperienze qualificate, per mia fortuna). Alla mia obiezione “Ma ha letto il mio curriculum?”, la risposta è, più o meno, sempre la stessa: “Eh… ma cercano una categoria protetta… e Lei lo è”. Come a dire: “Ti sto offrendo un lavoro, e ti lamenti pure?”. La cosa triste è che questo atteggiamento, spesso, si riscontra anche nelle associazioni o negli organismi che dovrebbero tutelare il diritto al lavoro (e alle pari opportunità anche in quell’ambito) delle persone con disabilità: “Ti hanno offerto/Hai un lavoro, che vuoi di più? Pensa a chi non ce l’ha!”.

Ecco, questi atteggiamenti non si modificano o cancellano certamente solo a colpi di legge. Serve –come ha evidenziato anche Daniele Regolo, founder di Jobmetoo- lavorare molto sulla cultura della disabilità, far arrivare ovunque il messaggio secondo il quale la condizione di disabilità non è, di per sé, incompatibile con la possibilità di lavorare, anche ricoprendo ruoli di responsabilità (dove sta scritto che la persona con disabilità non può fare carriera?). Ma, nell’attesa che il lavoro anche su questo (enorme) fronte produca i propri frutti, è necessario che sia la legge a garantire questo diritto (non “gentile concessione”). E il Decreto Milleproroghe non va certo in questa direzione.

Colloquio di lavoro e disabilità: come comportarsi?

Il colloquio di lavoro, lo sappiamo, è un’esperienza decisamente stressante per tutti, essendo carica di aspettative, speranze…e di una buona dose di ansia! Ma quando il candidato è una persona con disabilità all’ansia da colloquio si aggiunge un ulteriore disagio: “Come sarà accolta la mia disabilità? Dovrò parlarne? Se sì, in che termini e fino a che punto? Dovrò portare con me la documentazione?” e così via. Cerchiamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza.

Disabilità: parlarne durante il colloquio o no?

Se la posizione per la quale ci si candida e si è stati chiamati per il colloquio è rivolta a persone appartenenti alle “categorie protette” (non so voi, ma io detesto quest’espressione: non sono un animale in via d’estinzione!), il selezionatore si aspetta, ovviamente, d’incontrare una persona con disabilità, quindi è normale che possa rivolgerci qualche domanda relativa alla nostra condizione, per capire se compatibile con l’attività richiesta dal ruolo in questione.  Non c’è nulla di strano o pregiudizievole, in questo. Anzi, è l’occasione giusta per fare presenti eventuali particolari esigenze (per esempio, se avremo bisogno di assentarci regolarmente per visite mediche o terapie, nel qual caso sarà opportuno richiedere i permessi previsti dalla legge 104/92) o porre domande più specifiche sull’attività quotidiana che ci si aspetta da noi. Ma niente paura: non sarà necessario violare la nostra privacy scendendo troppo nei dettagli della nostra patologia o storia clinica! Basterà spiegare brevemente se ci sono attività che non saremo in grado di svolgere e se, per esempio, avremo bisogno di strumenti o adattamenti alla postazione lavorativa.

quale documentazione portare al colloquio?

Come dicevamo, non è necessario arrivare al colloquio portandoci dietro tutti i faldoni contenenti i dettagli della nostra storia clinica (e meno male!). Può risultare utile, invece, portare con noi (oltre al curriculum e  all’eventuale altra documentazione professionale richiesta, naturalmente!):

Il resto è decisamente superfluo. Anche perché, proprio come accade a chiunque affronti un colloquio di lavoro, in quella sede al centro non dovrà essere la nostra disabilità o la storia clinica, ma le nostre competenze, esperienze ed aspirazioni.

Avete in programma un colloquio di lavoro nei prossimi giorni? In bocca al lupo e, magari, in fase di preparazione, date un’occhiata anche a questi consigli dei recruiter di Jobmetoo!

 

 

Lavoro: dove lo trovo? I siti per le “categorie protette”

Abbiamo parlato di come iscriversi nelle liste del collocamento mirato e godere dei benefici previsti dalla legge 68/99. Ma, una volta iscritti, come venire a conoscenza delle opportunità di lavoro? Oltre ai servizi erogati dai centri per l’impiego, esistono vari siti web specializzati nella pubblicazione di opportunità professionali rivolte agli appartenenti alle cosiddette “categorie protette“, che si aggiungono ai portali generalisti, sui quali si trovano opportunità per tutti.

lavoro categorie protette

  • Categorie Protette al Lavoro, di proprietà di Andrea Poletti & Associati, raccoglie opportunità di lavoro destinate a soggetti disabili. Da poco online la nuova versione del sito, che, oltre alle sezioni riservate ad aziende e candidati, ha una sezione di notizie ed aggiornamenti legislativi in tema di collocamento mirato.
  • Jobmetoo è un’agenzia per il lavoro online, ideata e guidata da Daniele Regolo, non udente con una lunga esperienza nella progettazione di soluzioni mirate a favorire un inserimento soddisfacente delle persone disabili nel mondo del lavoro. Oltre a gestire direttamente le selezioni per i propri clienti, il sito raccoglie opportunità di lavoro pubblicate da altre agenzie e società di selezione. Ma il vero tratto distintivo del portale risiede nel livello di dettaglio del profilo dei candidati che si registrano sul sito: inserendo correttamente tutte le informazioni, è realmente possibile trovare l’opportunità di lavoro adatta alle proprie aspirazioni e alle proprie possibilità effettive. Inoltre, la navigazione del sito è realmente accessibile a tutti grazie al Farfalla Project, un add-on presente su tutte le pagine del sito (riconoscibile dall’apposito simbolo della farfalla) che consente d’impostare la visualizzazione più adatta alle proprie esigenze. L’offerta è completata da un blog, costantemente aggiornato con articoli, notizie, storie di successo di persone che, grazie a Jobmetoo, sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi professionali.

Quindi, aggiornate il cv, registrate il vostro profilo, candidatevi alle offerte adatte a voi e preparatevi al colloquio!

Diverse abilità e lavoro: il “collocamento mirato”

Nel corso degli anni, sono state emanate molte leggi per favorire l’accesso delle persone disabili al lavoro, con la possibilità di svolgere attività compatibili con la loro capacità lavorativa residua. Tra tutte, la più famosa e citata è la legge 68/99, che disciplina, per l’appunto, il cosiddetto collocamento mirato, non solo delle persone disabili (tra quelle che, comunemente, vengono definite “categorie protette” non rientrano solo i disabili, ma anche orfani e vedovi di guerra o del lavoro, profughi e vittime del terrorismo o della criminalità organizzata). La normativa prevede, per le aziende con un numero di dipendenti superiore a 15, l’obbligo di assumere anche lavoratori con disabilità (in numero proporzionale al totale dei dipendenti), scegliendoli tra quelli inseriti nelle liste in questione. Ma come fare ad avere accesso a questo (piccolo) vantaggio?

ufficio

  1. Per prima cosa, è essenziale essere in possesso del certificato attestante l’invalidità e della relazione conclusiva, un documento redatto dalla stessa commissione medica che certifica l’invalidità e che ha lo scopo di dettagliare la capacità lavorativa residua della persona e le mansioni per le quali è idoneo. Per richiedere l’uno o l’altra, potete fare riferimento al sito dell’INPS.
  2. Poi, recarsi presso il Centro per l’Impiego competente per la propria zona, portando con sé, oltre ai due documenti di cui sopra, la carta d’identità e il codice fiscale.
  3. Non è necessario esibire attestati relativi a titoli di studio e qualifiche professionali: è sufficiente l’autocertificazione.

Una volta inseriti nell’elenco provinciale, si verrà contattati in caso di opportunità idonee. Appena si inizia un rapporto di lavoro, si viene cancellati dall’elenco (in quanto non più disponibili): se quel rapporto di lavoro si conclude, è, quindi, necessario ripetere l’iscrizione, ma, per farlo, bastano pochi minuti!

Nelle prossime settimane, analizzeremo insieme i servizi privati (in particolare, i siti specializzati) che favoriscono l’accesso delle persone disabili al mondo del lavoro.