Campus Party: digitale, innovazione e diversità

Il 27 luglio scorso, ho avuto il piacere e l’onore di partecipare in veste di speaker alla Job Factory organizzata da HRC Digital Generation nell’ambito della terza edizione italiana di Campus Party, un evento globale incentrato su innovazione e creatività e rivolto, principalmente, a giovani, community, università, aziende e istituzioni che, per giorni, hanno la possibilità di confrontarsi e costruire insieme il futuro, utilizzando la tecnologia come strumento per cambiare il domani, in maniera consapevole e responsabile. Il tema dell’edizione 2019, che si è svolta a Milano dal 24 al 27 luglio, è stato “Diventa Div3rso” : qui sotto, una delle immagini utilizzate sui social per pubblicizzare l’evento.

Campus Party 2019 - Frida Kahlo

Quale migliore occasione, quindi, per presentare “ufficialmente” Move@bility, parlando in particolare di inclusione lavorativa e, quindi, sociale delle persone con disabilità? Qui sotto, potete vedere la registrazione video del mio intervento, col quale, tra l’altro, inauguro anche il canale YouTube di Move@bility.

È stato davvero emozionante ed arricchente poter incontrare a Campus Party un pubblico di giovani interessati, che hanno ascoltato con attenzione il mio intervento e condiviso il proprio punto di vista su un tema centrale, ma ancora spesso trascurato anche quando si parla di diversity. Spero di essere riuscita a trasmettere loro l’idea che, poi, è alla base anche di Move@bility: al di là delle rispettive diversità e specificità, siamo tutti persone e, come tali, abbiamo la stessa dignità, gli stessi diritti e, ovviamente, gli stessi doveri. E non solo in ambito lavorativo.

Curiosi di vedere per intero la presentazione che ho condiviso in occasione di Campus Party? Eccovi accontentati! 🙂

Spero di avere altre occasioni per confrontarmi su questi temi con un pubblico “misto”, non necessariamente costituito da persone direttamente interessate. Perché credo che una vera “cultura della disabilità” possa affermarsi solo coinvolgendo la società nel suo complesso, non limitandosi a guardare al proprio “orticello”. Voi che ne pensate?

“More Than Dis”: perché non mettersi in gioco?

Parliamo spesso, in questo spazio, di lavoro e di quanto, nonostante gli obblighi di legge, sia ancora difficile, per le persone con disabilità o gli appartenenti alle “categorie protette“, inserirsi nel tessuto socio-economico e realizzarsi anche sul piano professionale (con tutte le ricadute sociali, psicologiche ed economiche del caso). Allora, perché non provare a fare il grande salto e “mettersi in proprio“?  Da questo presupposto parte l’idea di “More Than Dis“, il concorso promosso dalla Fondazione Italiana Accenture, nata, come recita il sito web, per “trasferire tecnologie, competenze ed esperienze dal mondo profit al mondo non profit per facilitare lo sviluppo di piattaforme abilitanti concettuali e digitali nell’ambito della digital social innovation e dello sviluppo economico sostenibile”. Partner dell’iniziativa sono Jobmetoo, portale web dedicato espressamente alle opportunità di lavoro rivolte agli appartenenti alle “categorie protette”, e l’incubatore di startup specializzato in imprese ad alto valore sociale Make a Cube.  Contribuiscono, inoltre, Auticon, azienda di consulenza informatica che assume solo persone con disturbi dello spettro autistico, e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

More Than Dis

L’EVENTO DI LANCIO DI more than dis

Tutti i dettagli su come partecipare a More Than Dis e sul regolamento del concorso saranno comunicati durante l’evento di lancio che si terrà a Milano, nella Sala Community della Fondazione Accenture in via Maurizio Quadrio, in zona Garibaldi, martedì 4 giugno dalle 11:30 alle 13:00. L’evento, al quale ci si può registrare gratis attraverso questo link, sarà anche l’occasione per discutere e mettere a confronto vari punti di vista sul tema della valorizzazione della diversità e la promozione dell’auto-imprenditorialità delle persone con disabilità.

Interessante, vero? Perché non cogliere quest’opportunità e provare a mettersi in gioco in prima persona, anziché aspettare sempre che siano altri a sceglierci o darci un’opportunità? Certo, non è semplice. Ma, con il supporto di esperti che conoscono anche le peculiarità della condizione di disabilità, vale almeno la pena di provare!

A presto con maggiori dettagli su More Than Dis!

“Interno Verde”: i giardini di Ferrara aperti a tutti!

La primavera è la stagione della “rinascita” per antonomasia. Dopo il lungo sonno invernale, la natura si risveglia, i fiori sbocciano, gli alberi spogli si ricoprono di foglie… Vi piacerebbe godervi questo spettacolo suggestivo scoprendo i giardini segreti custoditi nel centro storico di Ferrara, per di più senza preoccuparvi dell’accessibilità? Se la risposta è “sì”, “Interno Verde” è l’evento che fa per voi!

Interno Verde - giardino

Grazie a questa manifestazione, organizzata dall’associazione Il Turco, il 12 e 13 maggio gli oltre 60 giardini segreti di Ferrara saranno aperti al pubblico, che potrà godersi queste isole segrete ricche di suggestioni e ricordi, attraverso le quali è possibile leggere la storia, i cambiamenti e i vissuti della città.

Interno Verde - giardino

Il festival “Interno Verde”, giunto quest’anno alla terza edizione, è molto attento alle esigenze dei visitatori con limitazioni motorie. Sulla mappa fornita a tutti coloro che s’iscriveranno alla manifestazione, sarà indicato con un simbolo, vicino a ogni indirizzo, il grado di accessibilità per le persone con difficoltà motorie, ovvero verrà segnalato se lo spazio è completamente fruibile in autonomia oppure se è necessario l’aiuto di un accompagnatore. Lo staff della manifestazione sarà comunque sempre a disposizione dei partecipanti per facilitare l’ingresso e la visita. Inoltre, è in fase di definizione la relazione dettagliata degli spazi aperti per l’edizione 2018, che conterrà le fotografie e la descrizione dei singoli luoghi del festival e dei giardini, nonché l’indicazione dei parcheggi più vicini. Non usate l’auto e i mezzi pubblici, per voi, rappresentano un problema? Potete contare sui servizi “Muoversi” e “Giuseppina“, predisposti dal Comune di Ferrara, rispettivamente, a favore di persone con disabilità di età compresa tra i 18 e i 65 anni e di anziani over-75. Per maggiori informazioni sulle modalità per usufruirne e sui costi, potete fare riferimento a questa pagina.

Interno Verde - giardino

come iscriversi ad “interno verde”?

Ci si può iscrivere ad “Interno Verde” recandosi di persona presso la sede dell’associazione “Il Turco”, all’infopoint del festival o in altri punti predisposti in città (l’elenco completo è disponibile qui). Se non vivete a Ferrara, potete comunque iscrivervi online sul sito del festival. Tutti coloro che s’iscriveranno riceveranno un kit che comprende: il braccialetto che funge da pass di ingresso, la mappa dei giardini aperti e il libro che contiene informazioni storiche, architettoniche e botaniche sui giardini, nonché foto inedite, illustrazioni, mappe antiche e molto altro.

Interno Verde - giardino

quanto costa iscriversi ad “interno verde”?

Il contributo richiesto per iscriversi ad “Interno Verde” è di 10 € a persona (il costo sale leggermente per le iscrizioni online, a seconda del numero di ingressi prenotati), 5 € per le persone con disabilità, mentre i loro accompagnatori e i bambini fino ai 13 anni entrano gratis. I gruppi organizzati di almeno 25 persone possono usufruire di un ingresso a prezzo ridotto ad 8 €,  prenotabile scrivendo a info@internoverde.it.

Turismi accessibili: un premio a chi li fa conoscere

Parliamo spesso di turismi accessibili, una tendenza che si sta affermando sempre di più (fortunatamente!), testimoniando una maggiore sensibilità verso la legittima esigenza e voglia di tutti di viaggiare, conoscere nuovi Paesi e culture diverse dalla propria. Tra l’altro, varie iniziative (anche di “casa nostra”) dimostrano come l’attenzione ai turisti con “esigenze speciali” non sia solo un gesto nobile, ma anche una strategia lungimirante e remunerativa: infatti, considerando che, limitando il discorso alle sole persone con una qualche disabilità, parliamo di circa un quarto della popolazione mondiale, non pensare a modalità per accogliere adeguatamente anche loro significa rinunciare ad una fetta di mercato non proprio trascurabile.

turismi accessibili

Rimane, però, spesso, un problema: far passare correttamente il messaggio sull’importanza dei turismi accessibili e far conoscere tutti i servizi, le strutture e le iniziative già presenti in quest’ambito attraverso i media. Da quest’esigenza nasce un’iniziativa della onlus Diritti Diretti: il Premio Turismi Accessibili, che vuole, per l’appunto, premiare giornalisti, pubblicitari e comunicatori che riescono a “superare le barriere“, raccontando attraverso servizi radio-televisivi, campagne pubblicitarie, video o campagne di comunicazione quelle realtà che sono riuscite a produrre sviluppo socio-economico coniugando attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell’accessibilità.

Premio Turismi Accessibili

 

Il Premio Turismi Accessibili, giunto alla terza edizione, è rivolto all’accessibilità che già esiste, nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso. L’obiettivo è quello di dimostrare con esempi concreti ai privati e alle istituzioni che investire davvero in accessibilità può migliorare un territorio e la sua offerta turistico-culturale, a vantaggio sia delle persone che lo visitano che di quelle che ci vivono e- aspetto non secondario- con ricadute economiche importanti per le imprese che operano in quest’ottica.

COME PARTECIPARE AL PREMIO TURISMI ACCESSIBILI?

Per partecipare, è necessario registrarsi, compilando, entro il 5 maggio 2018, il form presente sul sito del Premio Turismi Accessibili. Tra i partecipanti, verranno selezionati due vincitori: il  progetto più votato dal pubblico si aggiudicherà 1000 €, mentre quello selezionato dalla giuria di esperti riceverà una targa. Tutti i particolari sul concorso sono consultabili sul bando dell’iniziativa.

PS. Anche Move@bility partecipa al premio con l’articolo dedicato a “B&B Like Your Home“. Potete votarlo a questo link

World Usability Day: il design per l’inclusione

Quello della “user experience” (letteralmente: l’esperienza dell’utente) è un aspetto sempre più importante per chi si occupa di progettazione e design, a tutti i livelli. Lo ribadisce l’edizione 2017 del World Usability Day, la manifestazione che si svolgerà, per il quarto anno consecutivo, a Roma l’8 e il 9 novembre prossimi, mettendo insieme esperti italiani ed internazionali in workshop e talk tematici. Il World Usability Day è la Giornata Mondiale dell’ Usabilità, nata nel 2005 come iniziativa della Usability Professionals ‘Association (UXPA). Da allora, ogni anno, il secondo giovedì di novembre, in tutto il mondo vengono organizzati eventi con l’obiettivo di sensibilizzare circa l’importanza di pensare e progettare tenendo presente, in primo luogo, il soggetto principale: l’utente al quale è destinato ciò su cui si sta lavorando.

World Usability Day 2017

Il tema a cui è dedicata questa edizione del World Usability Day è la user experience come promotrice dell’inclusione. L’obiettivo dei professionisti del design, infatti, dev’essere contribuire a plasmare un futuro migliore, tenendo presenti le esigenze e le specificità di tutte le persone, considerate nella loro unicità. In un mondo che cambia rapidamente, anche sul piano politico e demografico, è impensabile continuare a progettare pensando unicamente ad una porzione della popolazione, dimenticando la restante.

Come raggiungere questo ambizioso obiettivo? Gli speaker che si avvicenderanno sul palco del World Usability Day proporranno vari punti di vista e spunti di riflessione: il design thinking per creare tecnologie e prodotti per tutti, l’accessibilità e l’usabilità di servizi, l’empatia come base di un processo di progettazione incentrata sull’individuo.

Quest’iniziativa sottolinea, ancora una volta, la crescente consapevolezza della necessità, ormai ineluttabile, di pensare secondo le logiche del “Design for All“, sviluppando prodotti e servizi che siano in linea con le specifiche abilità, attitudini ed esigenze degli utenti. Spesso, dicono gli stessi addetti ai lavori, sono proprio i designer ad essere riluttanti al cambiamento. Perciò è importante aiutarli ad approcciarsi al proprio lavoro con uno strumento del quale tutti, in quanto esseri umani, siamo dotati: l’empatia, vale a dire la capacità di “metterci nei panni” dell’altro, sentendone come nostri i suoi bisogni, stati d’animo e vissuti.

 

 

MAKEtoCARE, idee che migliorano la vita

Si moltiplicano le iniziative che hanno come obiettivo la semplificazione della vita quotidiana delle persone con disabilità. Abbiamo già avuto modo di parlare di alcune di esse e di varie app che aiutano non poco a migliorare la qualità della vita di chi convive con una qualche forma di disabilità. Oggi vi parlerò di MAKEtoCARE, iniziativa promossa da Sanofi Genzyme in collaborazione con Maker Faire Rome, l’evento che, ogni anno, richiama nella Capitale le menti più creative d’Italia e non solo.

logo MAKEtoCARE

L’obiettivo di MAKEtoCARE è far emergere e sostenere progetti nelle aree healthcare e wellness che puntino a migliorare la vita delle persone con disabilità, cambiando il presente e contribuendo a creare un futuro migliore.

MAKEtoCARE Click4All

Click4All, uno dei vincitori 2016, è un kit per costruire ausili informatici o riabilitativi

come partecipare a maketocare?

Se avete progetti o invenzioni in linea con l’obiettivo della manifestazione, entro il 15 settembre, potete candidarli (qui, seguendo le indicazioni della guida disponibile sul sito di MAKEtoCARE) a partecipare alla seconda edizione (la prima si è svolta nel 2016) del contest, che vedrà il proprio atto conclusivo il 29 novembre a Roma. La partecipazione al contest è gratuita e aperta sia alle persone fisiche che ad aziende, associazioni, enti, sia italiani che stranieri.

MAKEtoCARE dbGlove

dbGlove, l’altro vincitore dell’edizione 2016, aiuta ciechi e sordo-ciechi a utilizzare dispositivi mobili

I progetti presentati dovranno essere innovativi ed originali, in grado di rispondere a bisogni ancora insoddisfatti, avere un impatto tangibile sulla qualità della vita delle persone con disabilità ed essere scalabili ed applicabili, potenzialmente, anche ad ambiti diversi.

Io Kitchen MAKEtoCARE

Altra idea del 2016: Io Kitchen, la cucina che varia l’altezza dei piani di lavoro

Un comitato di valutazione, presieduto dal rettore dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, esaminerà i progetti pervenuti entro metà settembre e selezionerà i finalisti, dai quali usciranno i due vincitori che saranno premiati il 29 novembre. Tutti i progetti finalisti avranno, comunque, la possibilità di partecipare alla Maker Faire Rome (dall’1 al 3 dicembre), vicino a Sanofi Genzyme, e, per i vincitori, un super-premio: un viaggio in Silicon Valley, dove potranno visitare imprese di prototipazione rapida e stampa in 3D, startup attive nel settore della salute e del benessere, colossi del web, fab lab, incubatori e spazi di co-working.

Avete un prototipo già pronto che, secondo voi, potrebbe davvero fare la differenza nella vita delle persone con disabilità? Non indugiate: candidatevi subito e in bocca al lupo!

Connected Ability: superare le disabilità visive

Sapete cos’è un hackathon? È un evento (che può durare uno o più giorni), durante il quale vari esperti d’informatica impegnano le loro competenze nello sviluppo di idee o progetti, spesso di utilità sociale. È questo il caso di Connected Ability, l’hackathon organizzato da Microsoft Italia che, il 27 e il 28 giugno, chiamerà a raccolta, nella Microsoft House di Milano, sviluppatori e programmatori  con l’obiettivo di sviluppare app che possano tornare utili alle persone con disabilità visive.

Connected Ability

Il logo dell’hackathon – Immagine ©Microsoft

chi può partecipare a connected ability?

Realizzato con la collaborazione con le community UgiDotNet, DotNetToscana e DevMarche, e con il patrocinio dell’Unione Italiana Ciechi, Connected Ability è aperto, in primo luogo, a chi ha competenze di programmazione con un linguaggio supportato da Visual Studio e/o Xamarin. Ma anche chi non ha queste competenze tecniche può registrarsi per partecipare all’hackathon, se ha esperienze da mettere al servizio dei team di lavoro.

come partecipare a connected ability?

Per partecipare a Connected Ability, è necessario registrarsi compilando questo form. È possibile iscrivere anche un intero team di lavoro, se se ne ha già uno, e lavorare su un progetto già esistente o, in alternativa, svilupparne uno utilizzando gli spunti che saranno condivisi durante i due giorni dell’evento. Chi lo volesse o ne avesse necessità, potrà anche pernottare alla Microsoft House, negli spazi dedicati. Si potrà lavorare fianco a fianco con gli evangelist di Microsoft Italia, condividendo idee ed esperienze. Alla fine della seconda giornata, saranno premiati i progetti ritenuti più validi.

A volte, basta veramente poco perché un dispositivo o un software siano effettivamente alla portata di tutti, anche di chi ha una disabilità visiva: basta pensarci, possibilmente insieme!

Un’iniziativa importante, Connected Ability, che sottolinea ancora una volta il ruolo essenziale della tecnologia come elemento facilitatore per la vita quotidiana delle persone con disabilità (in questo caso, visive, ma non solo).

 

 

Sport e disabilità: la call di Fondazione Vodafone

Da tempo sono noti gli effetti benefici, a livello fisico. psicologico e relazionale, della pratica di un’attività sportiva da parte delle persone con disabilità di ogni tipo. Abbiamo parlato più volte anche qui delle modalità con le quali anche chi ha una disabilità grave può fare sport, perfino a livello agonistico, come dimostrano anche i risultati degli atleti paralimpici. In questo solco s’inserisce la nuova iniziativa della Fondazione Vodafone Italia, volta a favorire l’incontro fra sport e disabilità.

sport e disabilità

La Fondazione ha appena lanciato una “call for ideas” con l’obiettivo, come si legge sul sito ufficiale, d’individuare idee e progetti che favoriscano un cambiamento culturale e diano un sostegno concreto ed efficace alla diffusione della pratica sportiva tra persone con disabilità fisiche, sensoriali ed intellettivo-relazionali in Italia.

quali idee e progetti?

La call di Fondazione Vodafone sul tema sport e disabilità è rivolta a progetti di ampio respiro, a carattere nazionale, che favoriscano l’inclusione sportiva, attraverso innovazioni e/o azioni capaci di coinvolgere le persone con disabilità, i loro familiari, allenatori, volontari, ecc. Ma anche progetti più “piccoli”, a livello locale, per esempio l’avvio di un nuovo progetto sportivo rivolto ai disabili all’interno di un’associazione, il miglioramento dell’accessibilità a impianti e strutture, ecc. Per fare qualche esempio:

  • la diffusione della cultura sportiva tra le persone con disabilità e le loro famiglie, per favorirne l’avvicinamento allo sport;
  • la diffusione di programmi di inclusione attraverso lo sport nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile;
  • la formazione di personale qualificato (fisioterapisti, tecnici, istruttori, coach), per orientare, seguire ed avviare la pratica sportiva tra persone con disabilità;
  • la pratica dello sport con modelli di servizio e di intervento innovativi ed efficaci;
  • l’accesso ai sussidi e all’attrezzatura per la pratica sportiva paralimpica anche attraverso processi di rigenerazione e di recupero dei materiali;
  • lo sviluppo di nuovi modelli, beni o servizi che abbattano il costo delle azioni, iniziative, interventi volti a favorire l’inclusione delle persone disabili attraverso lo sport;
  • la progettazione e realizzazione di ausili innovativi per favorire la pratica sportiva da parte delle persone con disabilità.

sport e disabilità basket

chi può partecipare?

La call su sport e disabilità è rivolta ad enti ed associazioni senza scopo di lucro, operanti sul territorio nazionale, che, preferibilmente, abbiano già all’attivo esperienza in attività di inclusione e pratica sportiva nelle discipline paralimpiche. I soggetti proponenti dovranno avere la sede legale o operativa in Italia e il progetto dovrà avere impatto sul territorio nazionale.

come partecipare?

Per partecipare alla call su sport e disabilità, è necessario leggere il regolamento disponibile sul sito della Fondazione e compilare entro il 31 gennaio 2017 il form di registrazione, compilando e allegando, dove richiesto:

sport e disabilità olimpiadi

Le idee selezionate si suddivideranno il contributo di 1,6 milioni di € messo a disposizione dalla Fondazione Vodafone Italia, che sarà così suddiviso:

  • 1,2 milioni di € complessivi per i Grandi Progetti;
  • 400 mila € complessivi per cofinanziare i Progetti Locali, a condizione che ciascuno di essi raccolga almeno il 50% del proprio fabbisogno finanziario attraverso l’attività di crowdfunding, realizzata con la supervisione ed il supporto, gli strumenti e la mediazione di partner tecnologici messi gratuitamente a disposizione dalla Fondazione Vodafone.

Pronti a partecipare?

 

Giornata mondiale della disabilità 2016

Il prossimo 3 dicembre si celebrerà l’edizione 2016 Giornata mondiale della disabilità, istituita dall’ONU nel 1992 per tenere alta l’attenzione sui diritti e le istanze delle persone con disabilità, che, ad oggi, rappresentano più di un quinto della popolazione mondiale. L’edizione di quest’anno, tra l’altro, coinciderà con il decimo anniversario della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità, per cui sarà l’occasione anche per fare il punto della situazione: com’è cambiata la condizione delle persone con disabilità, sul piano sociale, civile, educativo, lavorativo, medico e politico?

Giornata mondiale della disabilità 2016_poster inglese

Quest’edizione della Giornata mondiale della disabilità sarà incentrata sul raggiungimento dei “17 Obiettivi per il Futuro che Vogliamo“, che ricalcano gli obiettivi di sviluppo sostenibile, lanciati e promossi dalle Nazioni Unite, considerati dal punto di vista delle persone che convivono con una disabilità:

  1. Lotta alla povertà
  2. Lotta alla fame
  3. Promozione della salute e benessere per tutti e tutte le età
  4. Accesso ad una istruzione di qualità
  5. Parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze
  6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
  7. Energia rinnovabile e accessibile
  8. Promozione dell’occupazione e di una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, per tutti
  9. Promozione dell’innovazione e delle infrastrutture
  10. Riduzione delle diseguaglianze all’interno e tra i Paesi
  11. Promozione di città e comunità sostenibili
  12. Utilizzo responsabile delle risorse
  13. Lotta al cambiamento climatico
  14. Utilizzo sostenibile del mare
  15. Utilizzo sostenibile della terra
  16. Promozione di Pace e giustizia
  17. Partnership per lo sviluppo sostenibile

giornata-mondiale-della-disabilita-2016-17-obiettivi

Obiettivi ambiziosi, ma irrinunciabili, per tutti e, in particolare, per le persone che, a causa di malattie o dell’età, convivono con una qualche forma di disabilità e che ancora troppo spesso si trovano ad essere, di fatto, escluse dalla società, anche nei Paesi teoricamente più avanzati in quest’ambito, vittime di pregiudizi e barriere di ogni tipo.

In occasione della Giornata mondiale delle Persone con Disabilità, sono in programma in tutto il mondo, Italia compresa, numerose manifestazioni, tavole rotonde, convegni, iniziative di ogni tipo per ricordare a tutti che la disabilità è parte integrante del mondo in cui viviamo e, come tale, chi ne è portatore va tutelato ed “incluso“.

“…ma così è la vita!”: il design abbatte le barriere

associazioneA volte, bastano pochi accorgimenti per semplificare, di molto, la vita delle persone. Ciò vale, in particolare, per chi convive con una condizione fortemente invalidante, come, per esempio, quella che deriva dalla corea di Huntington, una malattia genetica neuro-degenerativa che ha effetti sulla coordinazione muscolare e porta ad un lento declino cognitivo. Proprio pensando a questo, AICH Onlus Milano, l’associazione che, dal 1979, riunisce i familiari di persone affette dalla malattia di Huntington, ha promosso “…ma così è la vita!, il progetto di Design For All in collaborazione con il Politecnico di Milano e con grandi nomi del design.

logo ma così è la vita

L’obiettivo è proprio quello di utilizzare creatività ed innovazione per realizzare oggetti utilizzabili nella vita di tutti i giorni, allo scopo di renderla più agevole, sia per i malati di Huntington che per i loro familiari e, di conseguenza, per tutti. Tra le varie iniziative previste dal progetto “…ma così è la vita!”, rientra Junior Design Contest Under 35, aperto a designer e architetti under 35 chiamati a progettare una particolare tavoletta del wc: un oggetto, questo, che, a chi non convive con la malattia, può apparire banale, ma che, se realizzato in modo più rispondente alle esigenze dei malati, può fare realmente la differenza.

Il contest, presentato a giugno, si concluderà con la premiazione il 3 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità.

designer

come partecipare

La partecipazione al contest del progetto “…ma così è la vita!” è aperta a progettisti con età inferiore ai 35 anni (nati dopo il 2 novembre 1980), che potranno inviare i loro progetti, presentandoli nel modo che preferiscono, entro il 3 novembre 2016, seguendo le indicazioni contenute nel regolamento.

I lavori saranno esaminati da una prestigiosa giuria, costituita da esperti di design, rappresentanti di associazioni ed enti in prima linea nella lotta contro le malattie neurologiche e le barriere, che selezionerà i migliori.

racconti

Tutti i materiali selezionati saranno esposti in una mostra, che avrà luogo nel 2017, ed inclusi nel catalogo realizzato per l’occasione. La mostra raccoglierà anche gli oggetti di Design For All realizzati da alcuni designer famosi (detti “grandi matite“) per rappresentare la malattia di Huntington.

Inoltre, l’associazione AICH presenterà i migliori progetti ad aziende con le quali collabora, per valutarne la fattibilità. Gli introiti derivanti dalla vendita dei prodotti ritenuti idonei alla produzione industriale verranno divisi equamente tra il designer e l’associazione AICH Milano Onlus (che si impegna ad utilizzare i fondi raccolti in progetti di sostegno e supporto ai malati e alle famiglie coinvolte nella Malattia di Huntington). Tutti i progetti saranno lanciati sul mercato con il marchio “… ma così è la vita!”.