Diversity Day: aziende e lavoratori s’incontrano

Sappiamo tutti quanto, nonostante le leggi e le misure volte a favorire l’inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, sia difficile per le cosiddette “categorie protette” risultare appetibili per le aziende, al di là delle agevolazioni fiscali. Perciò, è con piacere che vi parlo di un evento che ha proprio come obiettivo dichiarato quello di facilitare l’accesso al mercato del lavoro a persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette attraverso il contatto diretto con i manager aziendali: il Diversity Day, un career day dedicato esclusivamente a questa categoria di profili professionali.

Diversity Day 2017

diversity day: l’evento

L’evento si svolge a cadenza annuale, a Roma e a Milano, per coprire tutto il territorio nazionale. La tappa milanese si è tenuta 7 giugno al Politecnico. La tappa romana, invece, si svolgerà il 22 novembre presso l’Università di Tor Vergata, alla Facoltà d’Ingegneria, dalle 9:00 alle 15:00. Nel corso della giornata, sarà possibile non solo incontrare i rappresentanti delle aziende, ma anche recruiter qualificati, ai quali chiedere consigli su come strutturare un curriculum efficace o per prepararsi ad un colloquio di lavoro. Inoltre, per le persone sorde, sarà possibile avvalersi (previa prenotazione inviando una mail a info@diversityday.it) del supporto di un interprete LIS.

La partecipazione al Diversity Day è gratuita, previa registrazione (potete farla qui). Come già avvenuto a Milano, i partecipanti all’evento romano- che anche stavolta è patrocinato da Jobmetoo- potranno incontrare i rappresentanti di molte aziende prestigiose, dei settori più disparati: da Accenture a Unilever, da Banca d’Italia a Eataly, da Generali a Pfizer, solo per fare alcuni esempi (trovate l’elenco completo sul sito dell’evento).

DIVERSITY DAY: IL PROGETTO

Ma il Diversity Day non finisce coi career day. L’obiettivo del progetto viene perseguito per tutto l’anno, attraverso una serie di servizi integrati, che vanno dalla diffusione di opportunità professionali rivolte a persone con disabilità e categorie protette al tutoraggio, dal supporto su adempimenti burocratici e agevolazioni fiscali alla formazione finanziata.

Diversity Day il progetto

Un’iniziativa importante, quindi, che ci auguriamo possa crescere, coinvolgere sempre più aziende e supportare efficacemente l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, non solo in posizioni “basse”, ma anche in ruoli di maggiore responsabilità. Perché disabilità non significa necessariamente incapacità  e l’accesso a lavori qualificati e qualificanti è essenziale, come abbiamo più volte ribadito, per l’effettiva inclusione sociale delle persone con disabilità.

Perciò, aggiornate i CV, iscrivetevi al Diversity Day e  in bocca al lupo!

PS. Ecco la locandina del Diversity Day

SalaBlu online: l’assistenza in treno in pochi clic

Durante il ponte di Ognissanti, ne ho approfittato per fare un viaggetto in treno. Naturalmente, per essere certa di non avere problemi a salire e scendere dal treno (in attesa che anche in Italia si arrivi alla piena accessibilità in autonomia, anche per i passeggeri con disabilità motorie, come avviene già da tempo in altri Paesi… ma non disperiamo!), ho richiesto con qualche giorno di anticipo l’assistenza che mi serviva, utilizzando la procedura standard prevista da Trenitalia. Tutto è filato liscio, sia all’andata che al ritorno, grazie anche all’aiuto di addetti molto gentili e disponibili. Non sapevo ancora che Trenitalia ha appena lanciato una nuova piattaforma (in realtà, abbastanza nascosta all’interno del sito web) per richiedere più rapidamente il servizio di assistenza più adatto alle esigenze specifiche di ciascun passeggero: SalaBlu online.

SalaBlu online

Immagine ©Trenitalia

come utilizzare salablu online?

Per accedere a SalaBlu online, è necessario registrarsi sulla piattaforma (non valgono le credenziali eventualmente già utilizzate sul sito di Trenitalia), inserendo le informazioni richieste nel form: dati anagrafici, recapiti e-mail e telefonici, servizio di assistenza preferenziale (se ne hanno a disposizione tre, a seconda della tipologia di disabilità) e autorizzazione all’utilizzo dei dati per l’erogazione del servizio (la seconda autorizzazione, relativa alla rilevazione della qualità del servizio, è opzionale). Una volta completatala registrazione cliccando su “Conferma“, si riceverà una e-mail contenente il link per confermare la registrazione e impostare la password di accesso al servizio.

COME RICHIEDERE L’ASSISTENZA CON SALABLU ONLINE?

Una volta effettuato l’accesso, cliccando su “Proposte di viaggio“, si accede ad una schermata nella quale è possibile selezionare tutti i dati relativi al viaggio che c’interessa intraprendere, utilizzando, ove disponibili, i relativi menu a tendina: data  di partenza, fascia oraria di partenza, stazione di partenza e stazione di arrivo. Dopodiché, si approda ad una schermata che riporta le soluzioni di viaggio corrispondenti ai criteri che abbiamo indicato: basta scegliere quella più adatta cliccando sulle due frecce per arrivare alla schermata riservata alla specifica del servizio di assistenza richiesto. Per esempio, nel caso dell’assistenza per disabilità motoria, verrà richiesto di specificare se serve aiuto nelle fasi di salita e discesa dal treno, se è necessario il carrello elevatore e i punti d’incontro, nonché l’eventuale presenza di un accompagnatore. Compilata anche quest’ultima schermata, la richiesta d’assistenza viene registrata sul sistema e processata dalle SaleBlu interessate: l’avanzamento dello status della richiesta è consultabile accedendo a “Proposte di viaggio”, in qualunque momento.

Insomma, in sostanza, quanto si faceva prima via mail o telefono, con una trafila più lunga (e, talvolta, col rischio di acquistare una soluzione di viaggio non idonea per il servizio d’assistenza necessario), ora, grazie a SalaBlu online, può essere fatto in maniera più rapida e in totale autonomia. E, in caso di dubbi, si ha a portata di clic la “Guida“!

Voi l’avete provato? Che ne pensate?

 

“Pagaiando abilmente”: la canoa per tutti

Abbiamo parlato spesso dell’importanza dello sport nel processo d’inclusione delle persone con disabilità. Negli ultimi anni, si sono moltiplicate (per fortuna!) le iniziative che si pongono proprio il superamento delle barriere, architettoniche e culturali, attraverso la pratica sportiva, come obiettivo principale. Tra queste rientra anche “Pagaiando abilmente“, il progetto ideato dal Circolo Nautico “Teocle” di Giardini Naxos (ME), che, nei suoi 60 anni di storia, ha contribuito ad avvicinare molti giovani e giovanissimi alla pratica del canottaggio, vedendo riconosciuto tale impegno anche con la “Croce di Bronzo per i meriti sportivi”.

locandina "Pagaiando abilmente"

“Pagaiando abilmente” nasce dall’idea di avvicinare tutti i giovani alla pratica di questa disciplina, senza alcuna distinzione, per dare a tutti la possibilità di vivere pienamente il rapporto col mare, attraverso la pratica sportiva, con innumerevoli benefici in termini di sviluppo psico-fisico e, di riflesso, di contribuire fattivamente alla crescita della società nella quale vivono. E ciò sarà fatto non solo tramite corsi tenuti da istruttori formati per interagire anche con ragazzi con disabilità di vario genere, che si avvarranno di canoe e supporti adeguati alle esigenze specifiche dei vari praticanti, ma anche attraverso un processo di ristrutturazione della sede del circolo, che si trova sul mare di Giardini Naxos, per abbattere le barriere architettoniche e renderla pienamente accessibile.

Tutto ciò, però, ha dei costi non indifferenti. Per questo motivo, il progetto “Pagaiando abilmente” è tra quelli finanziabili attraverso il crowdfunding sulla piattaforma OSO – Ogni Sport Oltre promossa dalla Fondazione Vodafone proprio per far conoscere e sostenere progetti che vogliano diffondere la cultura dello sport e il valore sociale della pratica di una disciplina sportiva. Si può contribuire a finanziare il progetto donando una cifra dai 5 € in su attraverso la pagina dedicata a “Pagaiando abilmente” sul sito di OSO. Abbiamo a disposizione ancora poche settimane per aiutare il progetto a raggiungere l’obiettivo di raccogliere i 6.000 € necessari  per adeguare la pendenza della rampa di accesso alla spiaggia, realizzare un sistema meccanico di sollevamento, delimitare una piscina in mare aperto ed acquistare delle canoe adeguate alle esigenze di persone con disabilità. Ci proviamo?

Turismi accessibili: un premio a chi li fa conoscere

Parliamo spesso di turismi accessibili, una tendenza che si sta affermando sempre di più (fortunatamente!), testimoniando una maggiore sensibilità verso la legittima esigenza e voglia di tutti di viaggiare, conoscere nuovi Paesi e culture diverse dalla propria. Tra l’altro, varie iniziative (anche di “casa nostra”) dimostrano come l’attenzione ai turisti con “esigenze speciali” non sia solo un gesto nobile, ma anche una strategia lungimirante e remunerativa: infatti, considerando che, limitando il discorso alle sole persone con una qualche disabilità, parliamo di circa un quarto della popolazione mondiale, non pensare a modalità per accogliere adeguatamente anche loro significa rinunciare ad una fetta di mercato non proprio trascurabile.

turismi accessibili

Rimane, però, spesso, un problema: far passare correttamente il messaggio sull’importanza dei turismi accessibili e far conoscere tutti i servizi, le strutture e le iniziative già presenti in quest’ambito attraverso i media. Da quest’esigenza nasce un’iniziativa della onlus Diritti Diretti: il Premio Turismi Accessibili, che vuole, per l’appunto, premiare giornalisti, pubblicitari e comunicatori che riescono a “superare le barriere“, raccontando attraverso servizi radio-televisivi, campagne pubblicitarie, video o campagne di comunicazione quelle realtà che sono riuscite a produrre sviluppo socio-economico coniugando attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell’accessibilità.

Premio Turismi Accessibili

 

Il Premio Turismi Accessibili, giunto alla terza edizione, è rivolto all’accessibilità che già esiste, nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso. L’obiettivo è quello di dimostrare con esempi concreti ai privati e alle istituzioni che investire davvero in accessibilità può migliorare un territorio e la sua offerta turistico-culturale, a vantaggio sia delle persone che lo visitano che di quelle che ci vivono e- aspetto non secondario- con ricadute economiche importanti per le imprese che operano in quest’ottica.

COME PARTECIPARE AL PREMIO TURISMI ACCESSIBILI?

Per partecipare, è necessario registrarsi, compilando, entro il 5 maggio 2018, il form presente sul sito del Premio Turismi Accessibili. Tra i partecipanti, verranno selezionati due vincitori: il  progetto più votato dal pubblico si aggiudicherà 1000 €, mentre quello selezionato dalla giuria di esperti riceverà una targa. Tutti i particolari sul concorso sono consultabili sul bando dell’iniziativa.

 

World Usability Day: il design per l’inclusione

Quello della “user experience” (letteralmente: l’esperienza dell’utente) è un aspetto sempre più importante per chi si occupa di progettazione e design, a tutti i livelli. Lo ribadisce l’edizione 2017 del World Usability Day, la manifestazione che si svolgerà, per il quarto anno consecutivo, a Roma l’8 e il 9 novembre prossimi, mettendo insieme esperti italiani ed internazionali in workshop e talk tematici. Il World Usability Day è la Giornata Mondiale dell’ Usabilità, nata nel 2005 come iniziativa della Usability Professionals ‘Association (UXPA). Da allora, ogni anno, il secondo giovedì di novembre, in tutto il mondo vengono organizzati eventi con l’obiettivo di sensibilizzare circa l’importanza di pensare e progettare tenendo presente, in primo luogo, il soggetto principale: l’utente al quale è destinato ciò su cui si sta lavorando.

World Usability Day 2017

Il tema a cui è dedicata questa edizione del World Usability Day è la user experience come promotrice dell’inclusione. L’obiettivo dei professionisti del design, infatti, dev’essere contribuire a plasmare un futuro migliore, tenendo presenti le esigenze e le specificità di tutte le persone, considerate nella loro unicità. In un mondo che cambia rapidamente, anche sul piano politico e demografico, è impensabile continuare a progettare pensando unicamente ad una porzione della popolazione, dimenticando la restante.

Come raggiungere questo ambizioso obiettivo? Gli speaker che si avvicenderanno sul palco del World Usability Day proporranno vari punti di vista e spunti di riflessione: il design thinking per creare tecnologie e prodotti per tutti, l’accessibilità e l’usabilità di servizi, l’empatia come base di un processo di progettazione incentrata sull’individuo.

Quest’iniziativa sottolinea, ancora una volta, la crescente consapevolezza della necessità, ormai ineluttabile, di pensare secondo le logiche del “Design for All“, sviluppando prodotti e servizi che siano in linea con le specifiche abilità, attitudini ed esigenze degli utenti. Spesso, dicono gli stessi addetti ai lavori, sono proprio i designer ad essere riluttanti al cambiamento. Perciò è importante aiutarli ad approcciarsi al proprio lavoro con uno strumento del quale tutti, in quanto esseri umani, siamo dotati: l’empatia, vale a dire la capacità di “metterci nei panni” dell’altro, sentendone come nostri i suoi bisogni, stati d’animo e vissuti.

 

 

Varsavia: tra passato e futuro verso l’accessibilità

Varsavia, un tempo nota anche come la “Parigi del Nord” per gli ampi viali alberati e l’architettura di stile classicheggiante, è la capitale europea del momento, soprattutto per i giovani universitari che sempre più spesso la scelgono come meta per l’Erasmus. Letteralmente rinata dalle proprie ceneri dopo essere stata quasi completamente distrutta durante la II Guerra Mondiale, la capitale della Polonia attrae i turisti non solo per il fascino dei maestosi palazzi, testimonianza della sua lunga e travagliata storia e per l’abbondanza di suggestivi spazi verdi, ma anche grazie ai grattacieli e alle costruzioni moderne che ne stanno ridisegnando lo skyline.

Lo skyline di Varsavia

Lo skyline di Varsavia

Varsavia, come molte altre città dell’Est Europa, è sempre più attenta anche alle esigenze delle persone con disabilità motorie e sensoriali e, proprio per venire incontro alle loro esigenze, negli ultimi anni ha intensificato l’impegno per l’accessibilità. La struttura della città, prevalentemente pianeggiante, viene in aiuto di quanti hanno problemi di mobilità. Inoltre, i mezzi pubblici, ideali per spostarsi e visitare la città, sono dotati di pianale ribassato e rampa per agevolare la salita a bordo, ma anche di supporti e indicazioni in colori a contrasto per le persone con disabilità visiva e sono sempre più numerosi quelli che utilizzano display speciali e voci registrate per annunciare le fermate. Anche le stazioni della metro dispongono di ascensori e rampe per facilitare l’accesso ai binari. Se preferite spostarvi in treno, potete usufruire dell’assistenza messa a disposizione dall’azienda che gestisce il servizio, PKP SA, avvisandola con 48 ore di anticipo sul viaggio, per telefono (chiamando il call center PKP Intercity al numero 19 757 o il +48 22 3919757 se dall’estero, oppure compilando l’apposito form di richiesta online).

Varsavia Castello Reale

Il Castello Reale

Purtroppo, i marciapiedi e gli attraversamenti pedonali di Varsavia non sono ancora totalmente accessibili (ma i lavori per adeguarli proseguono), mentre aumentano gli edifici, anche d’interesse turistico e culturale, dotati di rampe d’accesso e altri accorgimenti per facilitare l’accessibilità. Per esempio, il Castello Reale, il cui nucleo originale risale al XV secolo e che è stato più volte distrutto e ricostruito, è attrezzato per consentire l’accesso sia a chi ha una disabilità motoria che a chi ha disabilità sensoriali. Lo stesso vale per vari musei, chiese e monumenti. Per verificare l’accessibilità di quelli che v’interessano, potete consultare questo sito e quello di Turystyka dla Wszystkich (“Turismo per tutti”, disponibile anche in inglese), che raccoglie informazioni sull’accessibilità di monumenti, ristoranti, hotel e luoghi d’interesse pubblico in tutta la Polonia. Pronti a partire?

 

 

Stazioni ferroviarie più accessibili: l’impegno di RFI

Chiunque conviva quotidianamente con una disabilità di qualsiasi tipo e si trovi, per lavoro, studio o divertimento, a dover prendere il treno, sa quanto quest’esperienza possa rivelarsi ardua, nonostante la disponibilità di servizi di assistenza sia ormai garantita nella stragrande maggioranza delle stazioni ferroviarie italiane.ù

Stazioni - Milano Centrale

La Stazione Centrale di Milano

In occasione della  XV edizione della Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, svoltasi l’1 ottobre scorso, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha annunciato, in collaborazione con FIABA, onlus che lotta da anni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha annunciato ufficialmente il proprio piano per migliorare l’accessibilità e la fruibilità delle proprie stazioni per tutti i passeggeri.

Tra gli interventi programmati:

  • l’innalzamento dei marciapiedi (55 cm dal piano dei binari) per facilitare l’entrata e l’uscita dai treni;
  • la riqualificazione dei sottopassaggi pedonali e la realizzazione di nuove rampe di accesso ai binari;
  • l’attivazione di ascensori;
  • l’installazione di percorsi e mappe tattili per non vedenti;
  • la realizzazione di nuove pensiline e la riqualificazione di quelle esistenti.
stazioni - Milano Centrale

La galleria della Stazione Centrale di Milano

Inoltre, saranno migliorati i sistemi di informazione al pubblico, sia audio che video, installando nuovi monitor e impianti di diffusione sonora e migliorando la segnaletica di stazione e l’illuminazione. Si prevedono interventi anche nelle aree di accesso alle stazioni, con la creazione di parcheggi auto, stalli per la sosta dei veicoli a due ruote e appositi sistemi per facilitare salita e discesa dei viaggiatori, senza bici in spalla. Non mancherà un maggiore ricorso alle tecnologie digitali, per migliorare la “user experience” di tutti i passeggeri, velocizzando l’accesso ai binari e la validazione del biglietto elettronico e rendendo più facile il reperimento d’informazioni in tempo reale sulla circolazione dei treni e non solo.

Le opere di rinnovamento e abbattimento delle barriere architettoniche riguarderanno, nel 2017, 50 stazioni ferroviarie distribuite su tutto il territorio nazionale e altrettante nel 2018. Basteranno a rendere, finalmente, più agevoli gli spostamenti in treno di tutti i passeggeri? Lo speriamo!

Qual è la vostra esperienza  in treno e nelle stazioni? Raccontatela nei commenti!

Hackability@Barilla: l’accessibilità entra in cucina

Cucinare, per molti, è un piacere e una passione, come conferma anche il successo delle tante trasmissioni sul tema trasmesse ad ogni ora del giorno da tutti i canali televisivi. Per chi ha una disabilità, però, non sempre è possibile dedicarsi con serenità a questa passione, perché molto spesso il design degli utensili (e delle loro confezioni) non tiene nella dovuta considerazione l’accessibilità, vale a dire la possibilità che questi vengano utilizzati anche da chi ha una limitazione fisica di qualsiasi tipo. Proprio questo è il punto da cui parte Hackability@Barilla, l’hackathon promosso dalla nota azienda alimentare con l’obiettivo di far incontrare (e lavorare) insieme i “makers” (designer, informatici, professionisti del digitale) e, per l’appunto, persone con disabilità, al fine di creare insieme utensili (e relativo packaging) “a misura di persona con disabilità”.

Hackability@Barilla

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come partecipare a hackability@barilla

Avete un’idea che potrebbe rendere più accessibile un utensile da cucina o il suo packaging? O, ancora, creare è la vostra passione e volete metterla al servizio di un’iniziativa di grande valore ed utilità sociale? Se avete risposto sì ad una di queste domande (o ad entrambe), dal 18 settembre al 15 dicembre 2017, potrete “rispondere alla call” (ovvero, iscrivervi) direttamente sul sito di Hackability@Barilla, inserendo tutte le informazioni richieste nel form d’iscrizione. I team scelti dall’azienda potranno lavorare insieme nella sede di Barilla, a Parma, a gennaio 2018. Dopodiché, le idee selezionate saranno presentate, insieme ai relativi prototipi, a fine febbraio 2018, sempre nella sede di Barilla a Parma. Per tutti i dettagli, è possibile consultare il regolamento.

Hackability@Barilla si aggiunge a molte altre iniziative di questi ultimi anni che pongono sempre più l’accento sull’importanza dell’accessibilità e dell’inclusione di tutte le persone, incluse quelle con disabilità. In questo caso, c’è qualcosa in più: il coinvolgimento dei diretti interessati, le persone con disabilità, che sono chiamate a lavorare insieme ai “makers” per aiutarli a vedere le cose anche dal punto di vista delle esigenze specifiche del singolo individuo. Un’occasione da non perdere, che conferma anche l’impegno che Barilla sintetizza anche nella propria mission aziendale: Buono per Te, Buono per il Pianeta, Buono per la Comunità”.

 

Pensione: i benefici previdenziali 2017 per i lavoratori invalidi

Avete un’invalidità e state cominciando a pensare a quando potrete andare in pensione? Buone notizie: per i lavoratori con disabilità che abbiano un’invalidità riconosciuta pari o superiore all’80%, la normativa vigente prevede la possibilità di andare in pensione (sia di vecchiaia che anticipata) con qualche anno di anticipo, rispetto all’età generale, che attualmente è fissata a 66 anni e 7 mesi per la vecchiaia oppure 42 anni e 10 mesi di contributi per il trattamento anticipato (41 anni e 10 mesi per le donne).

pensione

pensione di vecchiaia anticipata

I lavoratori dipendenti del settore privato con una invalidità non inferiore all’80% possono accedere alla pensione di vecchiaia a 60 anni se uomini e a 55 anni se donne purché abbiano almeno 20 anni di contributi, come previsto dall’articolo 1, comma 8 del Dlgs 503/1992. Dal 2013, tali requisiti si adeguano alla stima di vita e, quindi, nel triennio 2016-2018 è necessario raggiungere 60 anni e 7 mesi per gli uomini e 55 anni e 7 mesi per le donne. Ma attenzione: è necessario attendere l’apertura di una finestra mobile di 12 mesi per ottenere il primo rateo pensionistico, a differenza di quanto accade attualmente nella normativa generale, che ha soppresso le finestre annuali a partire dal 2012.

Inoltre, l’articolo 80, comma 3 della legge 388/2000 consente ai lavoratori sordomuti, agli invalidi civili per qualsiasi causa ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74% o assimilabile, agli invalidi di guerra, civili di guerra e gli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, con invalidità che rientri nelle prime quattro categorie della tabella A A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra (DPR 915/1978) di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, due mesi di contribuzione figurativa, fino ad un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa. Questo beneficio è valido solo per i periodi di lavoro dipendente (sia nel settore pubblico che in quello privato), non per i lavoratori autonomi o per  la contribuzione legata al riscatto di periodi non legati ad attività lavorativa (ad esempio, gli anni degli studi universitari).

Da quest’anno, inoltre, si sono aggiunti altri due benefici legati alla pensione. Il primo è la possibilità, per i lavoratori con una invalidità pari o superiore al 74%, a partire dai 63 anni d’età, di ottenere la cosiddetta APE sociale, un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia erogato dallo Stato. Il valore del sussidio è pari all’importo della pensione maturata al momento di accesso allo strumento, entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese. Per averne diritto, il lavoratore deve avere almeno 30 anni di anzianità contributiva. In alternativa, se si tratta di una condizione più favorevole rispetto all’APE sociale, i lavoratori che abbiano raggiunto almeno 41 anni di contributi (indipendentemente da sesso ed età) e abbiano lavorato per almeno 12 mesi prima di compiere il 19° anno di età (i cosiddetti lavoratori precoci) possono accedere alla pensione anticipata.

 

 

 

 

 

 

 

Scuola e disabilità, tra eccellenza e carenze croniche

Settembre: in questi giorni, si riaprono i cancelli delle scuole in tutte le regioni d’Italia e, tra gli studenti che si siedono tra i banchi, ci sono anche più di 235 mila disabili (circa il 3% del totale), pressoché equamente distribuiti tra scuola dell’infanzia, scuola primaria, secondaria di primo grado e istituti superiori. Ma la scuola è pronta ad accoglierli e seguirli in maniera tale da consentire loro di esercitare in pieno il diritto all’istruzione?

L’Italia è il Paese leader per l’inclusione scolastica dei disabili, al punto che, all’inizio del 2016, ha ricevuto un riconoscimento formale dall’ONU. In effetti, mentre persistono in Paesi come Spagna e Germania, da noi le “classi speciali” (veri e propri ghetti all’interno delle scuole “normali”, nei quali venivano confinati studenti con disabilità fisica o cognitiva e quanti  versavano in situazioni di disagio di altro tipo) sono, ormai (e fortunatamente!) un ricordo del passato, essendo state abolite nel 1977, quando vennero introdotti modelli didattici flessibili, volti a favorire l’integrazione tra tutti gli studenti, al di là delle loro specificità, ricorrendo, ove necessario, anche ad insegnanti specializzati. La legge 104/92 ha posto ulteriormente l’accento sull’importanza dell’integrazione degli studenti disabili di ogni ordine e grado nelle classi comuni.

scuola e disabilità

Anche in tema di rimozione delle barriere architettoniche molto è stato fatto, negli anni, con più dell’80% degli istituti con scale e servizi igienici adatti ai disabili fisici. Le cose vanno un po’ meno bene quando si guarda agli accorgimenti per i disabili sensoriali e all’accessibilità degli spazi interni ed esterni: solo il 30% delle scuole, infatti, è dotato di segnali visivi, acustici e tattili, mentre poco più del 40% dispone di percorsi facilmente accessibili.

Un altro capitolo non propriamente roseo è quello relativo alle figure preposte all’assistenza degli studenti con disabilità particolarmente gravi e agli insegnanti di sostegno, figure essenziali per garantire l’accesso alla didattica e l’inclusione degli studenti con disabilità cognitive. Ogni anno, puntualmente, infuriano le polemiche per il numero insufficiente a garantire assistenza adeguata a tutti gli studenti che ne hanno bisogno. Esistono, purtroppo, anche problematiche relative alla preparazione non sempre adeguata alle esigenze specifiche degli studenti a loro affidati. Senza contare che, se già di per sé quella dell’insegnante, più che una professione, è una vocazione (o una e propria “missione”, come la definiscono alcuni), ciò vale a maggior ragione per quelli che, in virtù del proprio ruolo specifico, debbono avere a che fare con studenti particolarmente problematici, non collaborativi: senza un’adeguata preparazione e se si vive quel ruolo come un modo come un altro per “portare a casa uno stipendio”,  è facile scoraggiarsi, abbandonare a se stessi gli studenti, col risultato di contribuire alla loro ghettizzazione, anziché all’inclusione nella scuola, che è l’anticamera irrinunciabile della piena e felice integrazione nella società.